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Boom di nuovi occupati Usa: le borse in rialzo

  • I dati sull'occupazione americana rilanciano le borse e migliorano l'umore degli investitori in vista della riunione di mercoledì del FOMC;
  • Il mercato delle valute piatto ma si mette in luce la sterlina sulle attese di un risultato elettorale che dia una maggioranza stabile dalle elezioni del 12 dicembre che si terranno in Gran Bretagna;
  • I venti di crisi di governo in Germania sembrano rientrati e il Dax guadagna terreno.

NFP americani molto positivi

Chi si aspettava un calo dei nuovi assunti negli Stati Uniti sulla base del rallentamento dell'economia americana, come è emerso dagli ultimi dati pubblicati, ne è rimasto deluso. Le buste paga del settore non agricolo non solo sono aumentate rispetto all'ultima rilevazione, ma hanno abbondantemente superato le attese. I nuovi assunti, infatti, hanno raggiunto +266.000 contro i +186.000 attesi, il tasso di disoccupazione è sceso ancora a +3,5% da +3,6%, l'unico neo è rappresentato dal calo del salario orario mensile a +0,2% da +0,3% anche se la retribuzione annuale ha superato il consensus (+3,1% contro +3% previsto).
Insomma nel complesso ottimi dati che alzeranno certamente l'attenzione degli investitori in ottica Fed che si riunisce questa settimana per il consueto appuntamento mensile in tema di tassi e dove si avranno notizie dalla conferenza stampa di Powell in merito alla politica monetaria che intenderà adottare la banca centrale.
Certamente i risultati del mondo del lavoro non volgono verso l'atteggiamento voluto da Trump di una Fed accomodante, del resto Powell l'aveva ribadito a più riprese che il mercato del lavoro non dava preoccupazioni a tal punto da richiedere un intervento sul costo del denaro e che si sarebbe fatta correre l'inflazione anche oltre il target del 2%.

E il dollaro?

I riflessi del mercato del lavoro e quindi delle decisioni della Fed si faranno sentire ovviamente sul biglietto verde che ha chiuso la settimana piatto dopo aver recuperato terreno immediatamente dopo l'annuncio dei dati sui non farm payroll. Dopo la reazione emotiva dei mercati però il dollaro ha ritracciato contro tutte le principali valute raggiungendo un livello di equilibrio che era quello di inizio giornata. Evidentemente gli operatori ancora non sono pronti a prendere posizioni se prima non conoscono nel dettaglio quali sono le intenzioni della Federal Reserve e non abbiano chiarimenti sulla spinosa questione dei dazi che sta per volgere al termine.

La sterlina in rampa di lancio

Questa settimana sarà importantissima sul mercato valutario anche perché ci sarà la prima riunione del comitato esecutivo della BCE con Christine Lagarde presidente, ma i riflettori sono puntati sulle elezioni di giovedì 12 dicembre in Gran Bretagna. Dagli ultimi sondaggi sembra che Boris Johnson abbia guadagnato molti consensi e questo potrebbe essere interpretato come una seconda Brexit, però i traders premiano la sterlina che continua ad avanzare verso i massimi degli ultimi anni nell'aspettativa che una maggioranza solida a Westminster favorisca un'uscita dall'Unione Europea ordinata e con un accordo già servito e approvato dal parlamento britannico.

In Germania rientra la minaccia della crisi di governo

Dopo qualche turbolenza all'interno della maggioranza governativa tedesca con gli SPD che avevano minacciato la crisi se non ripartivano gli investimenti pubblici, la situazione sembra essere tornata sotto controllo con il co-presidente Saskia Esken che ha usato toni più morbidi dichiarando di fatto che la situazione non è a rischio. Il Dax a quel punto ha accelerato al rialzo e ha chiuso la settimana con il segno verde come tutti gli altri principali indici europei.

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