Blackstone: i mercati stanno sottovalutando i rischi

Salgono le quotazioni per una soluzione della guerra commerciale. Ma parallelamente arrivano anche gli avvertimenti: attenti a non dare tutto per scontato.

La situazione

Dopo i primi gesti “di buona volontà” di Usa e Cina, gli investitori hanno voluto vedere un clima di ritrovata fiducia e collaborazione. Ma da più parti avvertono. Il fatto che Pechino abbia cancellato una decina di prodotti dalle liste dei dazi e il fatto che Washington abbia rimandato di 15 giorni l’aumento dal 25% al 30% delle tariffe, non significa assolutamente che la guerra sia finita. Più di una volta, a cominciare proprio dal maggio di quest’anno ovvero quando i mercati stavano già considerando la possibilità di un’intesa, un tweet del presidente Usa Donald Trump ha sconvolto ogni previsioni.

La view di Blackstone

Dello stesso parere anche Joseph Zidle, capo stratega degli investimenti di Blackstone, che ha avvertito come i rischi della guerra commerciale possano essere “più grandi di quanto la maggior parte della gente pensi”. il momento Goldilocks, ovvero un periodo di condizioni perfette per investire, di fatto non c’è. Se gli operatori stanno già scontando i futuri tagli della Fed e una qualsivoglia tipologia di risoluzione positiva (di qualsivoglia tipo) per la guerra commerciale, allo stato attuale dei fatti, queste premesse non sussistono.

Usa ed Europa

Un ottimismo eccessivo, testimoniato dal rialzo delle azioni in quest’ultima settimana Wall Street, che non tengono conto di alcuni fattori. Il primo: probabilmente il confronto sui dazi si trascinerà molto più a lungo di quanto gli investitori si aspettino attualmente. Con tutte le conseguenze e gli impatti sull’economia statunitense, cinese e, di riflesso, anche internazionale. In primis quella europea con l’ormai ex locomotiva tedesca che non solo non riesce più a trascinare l’Europa ma che rischia di andare in recessione. Inoltre, sebbene ieri la Bce abbia annunciato una strategia ampia di stimolo monetario, la Fed non è nella stessa situazione.

Zavorra Brexit

O per meglio dire: gli Usa non hanno gli stessi problemi dell’Europa. Il che potrebbe portare la banca centrale statunitense a non avere lo stesso approccio della sua collega. Infatti Mario Draghi, prima di lasciare il posto al nuovo governatore Christine Lagarde, ha deciso di regalare ai mercati un pacchetto di stimoli strutturato ma allo stesso tempo flessibile sia nei modi che nel tempo. Inoltre, altra differenza tra Bruxelles e  Washington, quest'ultima non deve gestire la Brexit e le sue conseguenze. Una Brexit che, adesso, risulta essere la prima e sola opzione rimasta a Londra o, comunque, quella più probabile secondo gli analisti.

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Eliseo Luisi

Eliseo Luisi - 13 settembre 09:55 Rispondi