Attesa per il Job Report Usa: borse in lieve salita

  • Stemperate per il momento le tensioni commerciali, gli operatori si concentrano sul mercato del lavoro americano che oggi darà indicazioni importanti sull'economia a stelle e strisce;
  • Ancora nessuna decisione dettagliata dall'incontro dei paesi leader produttori di petrolio che ha preso il via ieri a Vienna;
  • La sterlina sugli scudi sull'attesa di un possibile secondo refendum su Brexit se non uscirà una maggioranza dalle elezioni del 12 dicembre in Gran Bretagna.


Occhi puntati sui NFP americani

Le borse asiatiche chiudono la settimana con il segno verde grazie al tono usato dal ministro del commercio cinese Geo Feng che ha dichiarato che gli accordi con gli Usa stanno procedendo bene ma che entrambe le superpotenze, per il buon esito, devono annullare tutti i dazi in essere o che avranno luogo. Da qui al 15 dicembre, giorno in cui dovrebbe partire la carrellata di tariffe dagli Stati Uniti, saranno giorni roventi e il mercato rimane in attesa della buona notizia che ponga fine a questa lunga logomachia che ha reso protagoniste la prima e la seconda economia mondiale.
Intanto però i riflettori sono puntati sui dati del lavoro americano che oggi verranno pubblicati nel primo pomeriggio. Sono rilievi di grande importanza perché diranno se l'economia americana ha perso spinta oppure no. Le attese sono di 183.000 nuovi posti di lavoro creati dai 128.000 di ottobre, con la disoccupazione stabile al 3,6% e il salario orario in crescita a +0,3%. Una variazione in un senso o nell'altro rispetto al consensus avrebbe ripercussioni rilevanti sugli indici borsistici e sul mercato valutario dove il dollaro sta negli ultimi giorni perdendo terreno contro le principali valute.  C'è da considerare che il mercato del lavoro statunitense in questo trimestre probabilmente sarà il più debole degli ultimi quattro anni e ciò andrà certamente a mettre in moto le istituzioni che hanno le redini della politica monetaria come la Fed o fiscale come il Governo alla Casa Bianca.

Il petrolio in sordina

Lieve calo del petrolio dopo che ieri aveva chiuso in rialzo dello 0,7%. Nessuna notizia di rilievo per il momento dalla riunione dei paesi dell'OPEC tenutasi a Vienna a cui si è aggiunta la Russia come altro grande leader della produzione del greggio. A seduta terminata c'è stata soltanto una dichiarazione del ministro del petrolio saudita che si è limitato a dire di fronte ai giornalisti che "ci saranno notizie meravigliose" corroborando l'accordo di principio riguardo il taglio di mezzo milione di barili al giorno senza alcun dettaglio.
Tra qualche giorno ci sarà il tanto atteso sbarco in borsa di Saudi Aramco che ha annunciato la vendita a 8,53 dollari delle sue azioni, con una raccolta di 25,6 miliardi che fa dell'IPO la più grande della storia, nonostante la compagnia petrolifera, stando agli intenti iniziali, ha racimolato appena un quarto di quello che era il suo obiettivo.

Nel Forex vola la sterlina

E' la valuta più in forma del momento. Il pound ha rotto importanti resistenze e la sensazione è che stia per iniziare un rally più o meno lungo. A dare spinta alla valuta britannica anche la possibilità che, se alla elezioni del 12 dicembre Johnson non avrà la maggioranza, gli altri partiti guidati dai laburisti proporranno un nuovo referendum per annullare Brexit. I sondaggi ancora danno l'attuale premier favorito, ma una variazione di una manciata di seggi può rompere gli equilibri e rimettere tutto in discussione.

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