Ancora attriti Usa-Cina: borse asiatiche in rosso

  • Trump tuona sulle borse asiatiche dichiarando che se non ci sarà accordo entro il 15 dicembre partiranno i dazi annunciati a cui se ne aggiungeranno di nuovi;
  • Il calo del prezzo del petrolio spinge gli energetici giù a Wall Street, ma i listini americani chiudono la seduta in modo composto non risentendo delle tensioni tra Washington e Pechino;
  • Il capo economista alla BCE si mostra ottimista sull'andamento dell'economia europea per i prossimi anni precisando che la BCE ha ancora strumenti di politica monetaria che possono essere utilizzati in caso di necessità.

Mercati asiatici condizionati da Washington

Giornata nera per i listini dell'area asiatica dove l'Hang Seng di Hong Kong cala dello 0,7%, il CSI 300 di Shangai e Shenzen dello 0,5% e il Kospi di Seul dell'1,2%. A spingere giù i mercati l'annuncio del presidente alla Casa Bianca il quale ha dichiarato che se, all'avvicinarsi della deadline sui dazi del 15 dicembre, non verrà trovato un accordo arriveranno altre imposizioni doganali. A rincarare la dose è stata la votazione compatta del Congresso americano per una risoluzione a sostegno dei facinorosi di Hong Kong, considerata da Pechino un affronto che avrà certamente delle ritorsioni, anche se non specificate, nel caso in cui il documento elaborato dal parlamento dovesse essere convertito in legge. Eppure la situazione ad Hong Kong sembra essersi calmata dopo che per gran parte il politecnico occupato dagli studenti è stato sgomberato e i dimostranti sono stati arrestati.
Anche per Tokyo è stata una brutta giornata dove il Nikkei ha perso lo 0,7% a causa di notizie pessime sulla bilancia commerciale nipponica. I dati pubblicati dall'ufficio delle dogane segnano un crollo delle esportazioni del 9,2%, record negativo degli ultimi 3 anni, con dei cali notevoli sia riguardo le merci spedite negli Usa (-11%), sia a proposito degli scambi con il partner storico, la Corea del Sud. Ancora peggiore è stata la situazione in riferimento alle merci importate, dove si registra un tonfo del 17%. Non c'è dubbio che in tutto questo la guerra sui dazi abbia avuto un effetto determinante e ciò desta preoccupazioni nel paese del Sol Levante perché se dovessero partire le altre tariffe minacciate da Trump il quadro commerciale non potrebbe che aggravarsi.

Le borse Usa chiudono contrastate

Le turbolenze a livello di dazi non scuotono più di tanto, invece, Wall Street che fa registrare una seduta in chiaroscuro ma senza troppi patemi. Ai nuovi record del Nasdaq (+0,4%) e del Russel 2000 (+0,4%) si contrappone la battuta d'arresto dello S&P (-0,1%) e del Dow Jones (-0,4%). Ad appesantire quest'ultimo indice la trimestrale negativa da parte di Home Depot che ha fatto crollare il titolo del 5,5% e in seguito gli altri titoli del comparto retail come Maccy's, Nordstrom, Gap e Kohl's, quest'ultimo precipitato a -19,5%.

Crollo del petrolio

E' andato male anche il settore dell'energia (-1,5%) affossato dal crollo del prezzo del petrolio (-3,2%), con il Wti a 57,25 dollari al barile e il Brent a 60,8 dollari. A condizionare fortemente il calo del greggio è stata la notizia che nella prossima riunione dell'OPEC che si terrà a Vienna il 6 dicembre la Russia non sia più propensa a ridurre l'offerta per far aumentare il prezzo. In aggiunta a questo le scorte settimanali Usa sono state superiori alle stime il ché denota un calo della domanda.
Nel frattempo le banche incaricate dell'IPO della compagnia petrolifera saudita Saudi Aramco hanno comunicato che la raccolta per il collocamento delle azioni sta procedendo spedita e che in tre giorni sono state già chiuse tutte le prenotazioni.

Philip Lane vede recupero dell'economia europea nei prossimi due anni

In una intervista rilasciata a Repubblica, il capo economista della BCE Philip Lane, ha sostenuto la grande opportunità che hanno tutti i paesi della zona Euro per ridurre il debito grazie ai bassi tassi di interesse e ha precisato comunque che la BCE ha ancora frecce al proprio arco per proseguire con una politica monetaria largamente accomodante. Ha posto l'accento anche sul fatto che il fondo salva stati abbia rappresentato uno strumento di grande solidarietà creando le basi per il rilancio dell'economia europea nei prossimi anni soprattutto se i paesi meno virtuosi proseguiranno sulla strada della riduzione del debito.

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