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Accordo tra paesi OPEC e non-OPEC: petrolio vola

Accordo tra paesi OPEC e non-OPEC: petrolio vola

La settimana si apre con notizie positive dall’incontro tra paesi OPEC e non-OPEC che ha confermato l’impostazione dell’accordo raggiunto a livello del cartello dei paesi produttori ed esportatori di petrolio sul taglio della produzione. Sui principali contratti il balzo è stato particolarmente accentuato con il Brent che passa da 54.35 $/barile fino a quota 57.00 $/barile e il WTI che passa da 51.35 $/barile fino a quota 54.00 $/barile.
Tuttavia l’accordo siglato nel week end potrebbe rappresentare solo il primo passo verso un ritorno al ruolo di primo piano dell’OPEC a guida saudita dopo che proprio l’Arabia Saudita ha confermato l’intenzione di procedere ad ulteriori tagli qualora ve ne fosse la necessità.
Nello stesso tempo il ministro dell’energia russo Novak ha sottolineato come l’effettiva implementazione del piano di tagli potrebbe partire già a Gennaio 2017.
Sui mercati azionari la sessione asiatica ha visto un miglioramento dell’azionario nipponico con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che chiude a +0.84%, tuttavia in controtendenza rispetto alle cinesi con Shanghai a -2.47% e Hong Kong a -1.44%.
In Europa la situazione è analoga con i principali listini ancora in territorio contrastato nonostante le buone performance dei contratti energetici che solitamente contribuiscono a mantenere sostenute le quotazioni dei mercati.
Sul fronte britannico prosegue il dibattito politico interno sul tema brexit che continua a tenere banco in vista della scadenza annunciata dall’esecutivo May del prossimo Marzo. La Corte Suprema inglese è chiamata infatti ad esprimersi sulle competenze dell’esecutivo di Londra che, nonostante abbia un chiaro mandato per eseguire l’uscita dall’Unione Europea, non avrebbe invece alcun potere per quanto riguarda la dipartita dal mercato unico.

Market Movers
00:50 Giappone Ordinativi di macchinari m/m cons. 1.0% prec. -3.3%

EURUSD
Moneta unica in lieve recupero questa mattina in apertura dei mercati europei con il rapporto tra euro e biglietto verde che torna in area 1.0590 per effetto del leggero arretramento delle principali borse europee. L’outlook del vecchio continente in avvio di sessione rimane comunque contrastato con segni più e meno che si rincorrono sul filo della parità confermando l’andamento laterale della moneta unica sotto quota 1.06 che dovrebbe proseguire anche oggi in assenza di dati macroeconomici di rilievo.

GBPUSD
Prosegue la fase laterale di breve periodo tra 1.2550 e 1.26 per il cable con il rapporto tra sterlina inglese e biglietto verde che non sembra volersi muovere dai minimi dell’ultima settimana. Tuttavia il movimento principale rimane ancora interlocutorio sul medio periodo anche se l’intorno di oscillazione si è spostato leggermente più in alto dall’intorno 1.23 a 1.2550, all’attuale tra 1.2550 e 1.27 dove potremmo vedere permanere le quotazioni per le prossime sedute in attesa del pronunciamento della Corte Suprema sul tema brexit che vede ancora al centro della scena il mandato elettorale e i poteri dell’esecutivo.

USDJPY
Riparte durante il weekend la fase di rialzo del rapporto tra biglietto verde e divisa nipponica con un ulteriore allungo fino a quota 116.00 in apertura dei mercati europei e dopo una sessione asiatica ancora all’insegna del risk on con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che mette a segno un altro 0.84%, in controtendenza rispetto alle cinesi in profondo rosso. Con le piazze europee in territorio contrastato anche USDJPY vede un breve arretramento che potrebbe aprire ad un consolidamento dell’area tra 115.50 e 116.00 per la giornata di oggi in cui non sono attesi dati macroeconomici di rilievo.

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20/08/2014

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