"Step-one" Usa-Cina: se ci sarà non piacerà a nessuno

  • Una prima firma tra Usa e Cina arriverà molto presto
  • Si tratterà di una firma “politica”, che non accontenterà nessuno
  • Il 15 dicembre entreranno in vigore ulteriori dazi statunitensi sulle esportazioni cinesi

Per la maggior parte degli analisti non si tratta più di capire se verrà chiuso un accordo, anche parziale, tra Usa e Cina. Ma quando e soprattutto come.

Step one: la firma

Infatti quello che più preme sapere sono, attualmente, scadenze e contenuti di un eventuale intesa in “fase uno”, il primo step che dovrebbe poi portare, man mano che i colloqui procedono, alla ratifica di un accordo strutturato. Questa, almeno, la logica di fondo. Infatti prima di mettere nero su bianco Pechino chiede a Washington di cancellare le tariffe commerciali in corso e d sospendere le prossime in arrivo il 15 dicembre. Invece gli Usa, da parte loro, non solo non hanno intenzione, almeno allo stato attuale dei fatti, di concedere nulla alla Cina, ma addirittura si parla di altre minacce del presidente Usa Donald Trump. Di certo non ha fatto bene al clima diplomatico la firma di alcune disposizioni di legge da parte della Casa Bianca a favore dei manifestanti di Hong Kong. Disposizioni davanti alle quali Trump si è trovato praticamente obbligato a firmare ma che, a prescindere da questo, hanno sollevato l’ira della Cina.

Analisti scettici

Ma al di là di tutto questo resta lo scetticismo degli esperti anche su un’eventuale “step one” vociferato da giorni. Infatti.      anche qualora gli Stati Uniti e la Cina siglino un accordo commerciale, si tratterà di una mossa nata da esigenze prettamente politiche. Infatti i presidenti di entrambi i paesi ne hanno bisogno per motivi interni. Da un lato un accordo potrebbe aiutare Trump a distogliere l’attenzione dai problemi creatisi con l’avvio di procedimento di impeachment. Dall’altro il presidente Xi si trova a dover affrontare un rallentamento dell’economia cinese nonostante le numerose riforme messe in campo come stimolo.

Se le due parti non riusciranno a fissare un accordo entro il 15 dicembre, entreranno in vigore ulteriori dazi statunitensi sulle esportazioni cinesi. L’unica via di uscita, a questo punto, sarà quella di prendere tempo, soprattutto per Trump. Quest’ultimo, infatti, potrebbe eventualmente rimandare l’entrata in vigore delle tariffe aggiuntive di metà dicembre. Ma anche in questo caso non si tratterebbe che di una soluzione temporanea.

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