E' tempo di vendemmia (Investire con i certificati)

Parliamo dei certificati con maxi cedola prevista per il prossimo mese di dicembre.

Questa tipologia di certificati ha la caratteristica di offrire una prima cedola molto corposa, e poi cedole periodiche più “normali” fino alla scadenza, naturale o con rimborso anticipato. L’interesse per questi strumenti deriva principalmente dalla possibilità di compensare eventuali minusvalenze in scadenza. I certificati, infatti, sono tra gli strumenti finanziari più efficaci dal punto di vista fiscale, visto che i proventi – sia derivanti da cedole che da guadagni in conto capitale – sono considerati “redditi diversi”, e quindi idonei ad azzerare o ridurre le minusvalenze.

In parole molto semplici, se abbiamo subito perdite per 1.000 €, i guadagni successivi, qualificati “redditi diversi”, abbattono, fino ad azzerare, le minusvalenze entro il quarto anno successivo, dopo di che non si possono più compensare. Invece i “redditi da capitale”, come dividendi azionari e proventi da compravendita di fondi o di ETF, cedole e plusvalenze obbligazionarie, interessi, ecc. non presentano questa caratteristica e quindi vengono assoggettati all’imposta, indipendentemente dalla presenza di minusvalenze nello zainetto fiscale.

Detto questo, vediamo cosa offre il mercato:

1) Unicredit ha emesso nello scorso giugno una serie di 26 certificati Cash collect che offrono a dicembre prossimo una maxi cedola incondizionata variabile dal  9% al 15%, poi cedole semestrali non a memoria  di importo variabile con barriera discreta al 75%. Anche la protezione finale è fissata al 75%. I certificati scadono a dicembre 2021, salvo il caso di rimborso anticipato, a decorrere dalla rilevazione del 17 giugno 2020, con trigger 100% dello strike. Ogni certificato ha come sottostante un basket composto da due azioni appartenenti a settori diversi. I rendimenti sono variabili in relazione alla volatilità dei sottostanti.

2) Exane propone tre Crescendo Rendimento Memory Maxi Cedola con scadenza al 15 giugno 2022, autocallable dal 5 marzo 2020, maxi cedole dal 10,8% al 15% pagabile a dicembre, poi cedola mensile dello 0,5% a memoria. Il sottostante di questo certificato è un basket w.o.  di tre azioni appartenenti allo stesso settore, più un indice.  La maxi cedola viene staccata a condizione che l’indice rispetti la barriera del 60%, mentre le cedole mensili sono legate all’andamento delle azioni del basket (barriera discreta 65%). Barriera finale discreta al 60%.

Trattandosi di un numero elevato di certificati, ritengo utile proporre un’ ANALISI COMPARATIVA al fine di agevolare la scelta del prodotto.  A vantaggio dei certificati Unicredit vi è innanzitutto il dato del basket, costituto solo da due azioni anziché tre; la scadenza, più ravvicinata; il rendimento, mediamente più alto. I certificati Exane, invece, si fanno preferire sui seguenti aspetti: le azioni sottostanti appartengono allo stesso settore, quindi presentano un rischio più basso; le cedole sono a memoria; le barriere sono più profonde.

A mio parere, tra i prodotti Unicredit, è meritevole di attenzione il certificato di Unicredit ISIN DE000HV45QK6, con sottostanti Intesa (strike 1,8684) e STM (strike 14,87), con maxicedola al 15% e cedole semestrali del 4.1%. I sottostanti si trovano sopra lo strike, distanti il 33% ed il 35% dalla barriera. In caso di rimborso anticipato a giugno prossimo, il rendimento annualizzato sarebbe pari al 16% circa. Alla scadenza, se i sottostanti si trovano sopra la barriera il rendimento ammonterebbe al 10.50% a/a.

Tra i prodotti Exane, invece, segnalo quello con sottostanti Unicredit, Intesa e Societé Generale più l’Euro Stoxx 50 per la valutazione della maxi cedola, ISIN FREXA0018772. Anche qui tutti i sottostanti sono sopra lo strike, tranne Unicredit, di poco sotto, distanti   dalla barriera. La maxi cedola è pari al 10.8%, poi le cedole mensili sono dello 0.5%. In caso di autocallable a marzo 2020, il rendimento anno su anno è pari al 18% circa, mentre alla scadenza e dell’8% a/a.

Consiglio vivamente, prima di acquistare qualsiasi prodotto, di leggere attentamente la documentazione dell’emittente, in particolare il KID, che contiene, oltre alle caratteristiche dello strumento, anche il livello di rischio, in una scala da 1 a 7.

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