Domino Effect: nuovo phoenix autocall per Natixis

Natixis non smette mai di stupire quando si tratta di lanciare sul mercato delle strutture innovative per i suoi certificati da investimento.

L'emittente francese, ci tengo a ricordarlo, ha vinto per tre anni consecutivi il "premio alla capacità di innovazione" agli Italian Certificates Awards.

Scopriamo il nuovo Autocall Phoenix Domino Effect on Redemption Note

ISIN: IT0006745480

Come prima cosa ed ancora prima di capire il funzionamento, e soprattuto i rischi di questo prodotto, cerchiamo di codificare dal kid (consultabile da Qui) i tratti fondamentali di questo certificato.

Il certificato è quotato sul SeDeX di Borsa Italiana ed ha un valore nominale e di emissione di 1000 Euro. Di conseguenza cedole e rimborsi verranno calcolati su questo valore (1 certificato = 1000 Euro).

Data di emissione: 7 Agosto 2019

Cedole: 2.5% semestrali con effetto memoria.

Data di scadenza: 17 Agosto 2022

Autocall: dal 7 febbraio 2020 (dopo 6 mesi dall'emissione)

Barriera cedola: 75%. Si osserva l'indice  EURO iSTOXX® 70 Equal Weight Decrement 5% (strike 1063.4)

Barriera rimborso: 75%. Si osserva ogni Azione facente parte del paniere (su questo torneremo piu' avanti).

Paniere di 10 azioni (strike): Airbus (122), Bayer (58,84), Inditex (26,29), Eni (13,194), Volkswagen Priv (142,78), LVMH (357,65), Unicredit (9,768), Total (43,18), Ing Groep (8,744), Safran (122,9).

Come funziona?

Il certificato è particolarmente indicato per chi si aspetta un mercato Europeo  laterale, moderatamente rialzista o lievemente ribassista (max 25%). L'obiettivo è quello di ottenere un rendimento del 5% annuale (2.5% semestrale) a fronte di un rischio commisurato.

La cedola pertanto si ottiene nel caso in cui l'indice sottostante non perda oltre il 25% ad ogni data di osservzione (con effetto memoria). L'autocall scatta se l'indice dovesse trovarsi sopra il livello di fixing iniziale (1063.4).

Cosa è e come funziona quindi l'effetto Domino?

Come tutti i certificati a capitale condizionatamente protetto presenta dei rischi. Il capitale investito infatti non è garantito.

A scadenza, nel caso il certificato non sia stato ancora richiamato, (quindi nel caso in cui l'indice di riferimento sia sceso) si osservano le 10 azioni che costituiscono il paniere di titoli sottostanti.

In particolare bisognerà capire quante azioni avranno perso oltre il 25% dal livello di strike price. Fino a 5 titoli sotto lo strike price, il certificato rimborsa il 100% del suo valore nominale, oltre (dal sesto) il calcolo del rimborso avviene come segue:

Rimborso = 1000 - 10 % per ogni sottostante < 75% del fixing iniziale (minimo 6 sottostanti sotto la barriera)

Per essere il piu' chiari possibile, se non piu' di 5 titoli dovessero perdere anche piu' del 25% del loro valore (dallo strike price), il capitale (di 1000 Euro a certificato) sarebbe comunque garantito a scadenza. Nelle classiche strutture Worst of l'investitore sarebbe soggetto alla perdita % del peggior sottostante. In questa struttura ogni sottostante pesa, invece, solo per il 10% ma solamente nel caso in cui almeno 6 sottostanti fossero sotto la barriera. 

Penso sia giusto segnalare che nel caso in cui dovesse verificarsi questa opzione di rimborso, la perdita in conto capitale sarebbe di almeno il 60% (avendo comprato il certificato in emissione o in un intorno di 1000 Euro)

Per essere estremamente trasparenti, nel malaugurato ed improbabile caso in cui TUTTI i sottostanti azionari fossero sotto il livello di barriera il certificato rimborserebbe 0 Euro.

Quali sono le mie impressioni?

Indibbiamente si tratta di una struttura molto interessante. A prima vista il certificato, onestamente, sembra particolarmente rischioso, tuttavia, se si osserva piu' attentamente si capisce che questa struttura nasce per aggirare il classico problema dei phoenix worst of. Chi è solito comprare questi prodotti sa che di norma il prezzo del certificato tende ad allinearsi alla performance del sottostante peggiore. In particolare in queste strutture spesso vengono inserite azioni molto volatili per aumentare l'importo dei premi. Capita talvolta che il titolo molto volatile perda oltre il 50% e con esso anche il certificato abbia un deprezzamento molto alto. In questo caso a differenza di un worst of, se uno dei sottostanti (a larga capitalizzazione ed estremamente liquidi) dovesse fallire non inficerebbe piu' di tanto la performance del certificato.

Di questo prodotto ho apprezzato anche la decorrelazione della cedola dalla componente azionaria. Gli indici sappiamo essere piu' stabili delle azioni in quanto sono composti dalla media dei sottostanti che li compongono. Per tale motivo dovrebbe essere piu' difficile mancare delle cedole, sulle quali comunque è previsto l'effetto memoria.

In conclusione è un prodotto che puo' essere inserito in un portafoglio ben diversificato con l'obitteivo di ottenere una rendita periodica.

Per qualunque domanda richiesta o chiarimento in merito vi invitiamo a contattare direttamente l'emittente da QUI e di leggere il KID.

Si tratta infatti di prodotti strutturati ad elevata complessità che potrebbero non essere adeguati per tutti gli investitori.

 

1 - Commento

Mancini Marco

Mancini Marco - 08 settembre 07:57 Rispondi