TRON: la cripto promossa da CCID


Tron, la criptovaluta made in Cina promossa dal CCID

La criptovaluta TRON è al momento la numero 10 per market cap, mentre secondo la valutazione del China Center for Information and Industry Development si trova ben più in alto, al secondo posto della propria classifica. In realtà l’istituzione del colosso asiatico assegna un punteggio su parametri alquanto diversi dal mero valore economico del token, e considera in primis la blockchain su cui questi circola. Capire perché l’altcoin risulti così ben posizionata può essere utile per chi intende investire, specie nelle vesti di hodler.


Cos’è TRON

Lanciato nel settembre del 2017, TRON è l’ambizioso e complesso progetto di Justin Sun, giovane imprenditore cinese che è anche CEO di BitTorrent. Lo sviluppo del network ha avuto varie fasi, inizialmente non operava neppure su una vera e propria blockchain, lanciata soltanto nel 2018, bensì su una struttura più simile a un file system. Dettagli e fasi tecniche a parte, la rete per funzionare deve essere alimentata da un proprio token, il Tronix - TRX -. Il progetto si basa sull’implementazione completamente decentralizzata del network, nel quale gli scambi avvengono in modalità P2P.
All’interno della rete la funzione principale è lo scambio e la fruizione di contenuti di qualunque tipo, ma in particolare classificabili come d’intrattenimento. Grazie all’architettura della blockchain e al token TRX, le transazioni fra creatori e consumatori possono avvenire senza necessità d’intermediari. Questo rende il processo semplice, rapido ed economico. La chain tra l’altro è compatibile con Ethereum e NEO.
In senso più ampio, TRON mira a un internet completamente decentralizzato e accessibile a chiunque. Qualunque utente in pratica può creare e distribuire Dapps, acquistabili e fruibili da ogni parte del mondo. Per ottenere questo risultato la rete deve garantire scalabilità, privacy, efficienza ed economicità. Sotto tale profilo il progetto iniziale ha subito alcune importanti modifiche. Il motivo è che erano presenti errori di programmazione, causa di ridotta scalabilità. Il miglioramento è stato messo in atto anche con un forte incentivo ad utilizzare una sidechain anziché la rete principale; nell’insieme si sono avuti notevoli benefici.
Veniamo al token. Le performance di TRON dal suo lancio ad oggi non sono neppure paragonabili, ovviamente a quelle di Bitcoin o Ethereum. Ma il gain di chi ha puntato su questa altcoin sin dall’esordio, quando valeva 0,002 $, è comunque notevole. Il punto è capire se la criptovaluta in futuro crescerà oppure no. Le previsioni del momento non possono eludere il peso della Cina.


La posizione della Cina
Nemica ufficiale delle criptovalute, inclusa EOS, la Cina dal 2017 ha proibito prima le transazioni commerciali con le stesse, poi nel 2019 ha aggiunto un giro di vite sul mining. La sua posizione è nella realtà un po’ ambigua, perché il paese del grande drago guadagna dal mining forse più di qualunque altro governo, dato che le mining farms si trovano per la gran parte sul suolo cinese.
La settimana scorsa però il governo di Pechino ha annunciato l’approvazione di una nuova legge che regolamenta le blockchain. Gli investitori hanno interpretato quest’apertura come un segnale di distensione anche nel rapporto fra autorità governative e valute digitali. Questo ha una sua logica: le blockchain, in grado minore o maggiore a seconda della loro tecnologia, sono comunque legate a doppio filo ai loro token. Da qui l’impennata dell’intero mercato delle monete binarie, con quelle cinesi a capeggiare il trend in valore percentuale – il valore assoluto ovviamente ha visto vincitore il Bitcoin -.
Come avevamo già scritto durante questa breve parentesi euforica, la Cina avrebbe potuto fare a breve una dichiarazione sulla differenza fra le chains e le criptovalute. Così infatti è stato. Questa settimana il governo del colosso asiatico ha precisato che pur considerando il valore e le potenzialità delle blockchain, sconsiglia l’investimento in monete binarie.
Sempre in Cina dal 2018 avviene la pubblicazione periodica di una graduatoria delle blockchain da parte del CCID. Le medesime vengono valutate in base alle prestazioni offerte dalla loro tecnologia, nonché sotto il profilo dell’utilità e della creatività. La classifica ovviamente ha un impatto sugli investitori. Quella resa nota questa settimana vede al secondo posto proprio TRON. Da notare che nonostante il punteggio complessivo sia migliore per EOS, prima dell’elenco, la altcoin cinese la supera alla voce Applicability, che valuta l’utilità della blockchain.


Conclusioni
Tron si merita veramente una valutazione superiore a quella di tutte le altre criptovalute eccettuata EOS? Osservando la graduatoria si nota, come dire, una certa attenzione per le valute digitali made in China. Fa eccezione Ethereum, che del resto ha fornito idee e algoritmi per la realizzazione di molte altre reti, inclusa TRON. Quest’ultima comunque rappresenta un progetto dai risvolti pratici notevoli, su questo non ci sono dubbi.
Al momento quello che risalta è però l’effetto della graduatoria in sé più che il suo contenuto. Negli ultimi giorni, e precisamente da quando il governo cinese ha reso nota la regolamentazione delle blockchain, l’interesse da parte degli investitori del paese del Grande Drago è cresciuto notevolmente. Lo dicono, in primis, le statistiche sulle ricerche cinesi effettuate sulle criptovalute e il rialzo del mercato. Quando le autorità hanno rettificato con il distinguo fra reti e token, l’entusiasmo è notevolmente rallentato, anche quello per le valute digitali cinesi. Quasi tutte infatti hanno segnato un rosso già nelle 24 ore seguenti all’ultima dichiarazione. Per qualcuna si è trattato solo di una lieve discesa, per altre di un’inversione accentuata.
Ma TRON, nella sua attuale decima posizione, ha goduto più a lungo di un trend positivo. Merito certo del rapporto del CCID. Parte del rialzo si deve agli investitori cinesi, che nel loro insieme rappresentano un importantissimo mercato per le valute digitali. Finché il loro interesse rimane elevato – consigliatissimo consultare le statistiche sulle ricerche effettuate dagli internauti cinesi sul web – il trend dovrebbe puntare al rialzo, pur con fasi di prevalente venduto.
Bisogna quindi monitorare con particolare attenzione e tempestività ogni news proveniente dalla Cina. Da notare che nell’improbabile evenienza di una chiara apertura del governo di Pechino verso le criptovalute, sarà da valutare anche la reazione USA, che certo non mancherà. Idem quando verrà lanciata la stablecoin legata al Renminbi; l’evento avrà influenza sull’intero crypto mercato, TRON inclusa.  Su un futuro più lontano per ora pesano troppe incognite, ci aggiorneremo.

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