Tether si conferma bene rifugio

Criptovalute: la stable coin Tether si conferma bene rifugio
Tempi duri per le criptovalute? Non per la stable coin Tether. E’ stata l’unica valuta digitale fra le prime dieci in classifica in grado di mantenere praticamente intatta la propria capitalizzazione - volatilità intraday a parte - dall’inizio del flash crash avviatosi il 23 settembre. Osservando i grafici si nota persino una modestissima crescita settimanale, inferiore allo 0,3% nel momento in cui scriviamo ma comunque positiva.
Così eccola ad occupare la quarta posizione per market cap dopo che Bitcoin Cash ha perso circa un quinto del proprio valore. La tenuta attuale di USDT non deve stupire. Ma il futuro? Vediamo cosa si può intuire analizzando la sua situazione.

Perché Tether USDT infonde fiducia?
Le criptovalute, si sa, rappresentano un asset rischioso e volatile. Tether e le altre stable coin si caratterizzano al contrario per un’immunità quasi assoluta rispetto alla volatilità. Il progetto che l’ha vista nascere non prevede investimenti molto lucrosi. Risponde invece all’esigenza di transazioni “forex” rapide, efficienti, sicure ed economiche. Per forex qui intendiamo lo scambio di valuta fiat con valuta digitale, dollaro-USDT soprattutto. Ma la sua stabilità ha reso tale moneta binaria utile anche per le transazioni inerenti le sole criptovalute – es. BTC-XRP – perché la conversione intermedia in USDT rende conveniente e facile l’exchange fra piattaforme.
Difatti al successo della stable coin Tether ha contribuito e contribuirà anche in futuro il funzionamento multipiattaforma. Il progetto originario è stato sviluppato su Omni, che utilizza la blockchain Bitcoin, ma è compatibile con ulteriori blockchain: Ethereum ed EOS in primis nonché il protocollo della side chain Liquid Network. Grazie alla sua fama, inserire nel wallet e negoziare questa valuta digitale è semplice. Il volume di scambi giornalieri dichiarato da CoinMarket Cap si aggira sui 24 miliardi di $, la liquidità insomma non è un problema.
Depositare e prelevare questa criptovaluta è gratuito, la conversione in moneta reale invece ha un costo a scaglioni. Maggiore è il capitale da prelevare maggiore è la commissione, diversamente dal deposito che è costante allo 0,1%.
Tether è notoriamente ancorata al valore del dollaro, dell’euro e dello yuan. L’USDT fa la parte del leone. Negli ultimi mesi il suo volume di transazioni ha superato a più riprese quello del Bitcoin.
Segno inequivocabile che la sua stabilità, di cui davvero si sentiva la mancanza nel panorama delle valute digitali, è ritenuta vincente.
In conclusione, Tether USDT rapprenta una risorsa di hedging ritenuta affidabile da chi trada in criptovalute e che elimina o riduce la necessità di ricorrere a strumenti di copertura tradizionali.

Conviene davvero avere Tether nel wallet?
Fra le criptovalute USDT si è distinta per un trend rialzista un anno via l’altro, forte della sicurezza offerta dalla copertura in dollari della sua emissione. Un dollaro, un Tether USDT. Entusiasmante. Il garante della copertura - nonché responsabile dell’emissione di tale valuta digitale - è fin dagli esordi la Tether Limited - sede nelle Isole Vergini Britanniche -, che è a sua volta sotto il controllo di DigFinex Inc.
Poi un giorno la società ha modificato la dichiarazione presente sul sito ufficiale della stable coin. Oltre al dollaro la copertura finanziaria deriva anche da altri strumenti. Inclusi crediti verso terzi non meglio definiti. Mistero assoluto la solvibilità di questi ultimi. La sezione trasparency del sito offre comunque la situazione aggiornata relativa a emissioni, transazioni e coperture.
Altro impatto negativo sulla valuta digitale l’ha avuto quest’anno lo scandalo Bitfinex. L’exchange di criptocurrencies ha messo in atto, secondo l’accusa portata avanti dal procuratore di New York, manovre poco ortodosse per colmare un buco di 850 milioni di $ tramite emissione di Tether USDT. Il capitolo finale della vicenda giudiziaria deve ancora essere scritto, impossibile al momento prevedere come influirà sulla stable coin.
Però gli aggiornamenti recenti promettono bene: la suprema Corte di New York ha accettato l’appello di Bitfinex. Vale a dire che la società non dovrà esibire documentazione in tribunale sull’uso di USDT, almeno per adesso. Non solo, i tempi per perfezionare l’accusa da parte della procura si sono ridotti fino alla scadenza del 4 novembre 2019.

Conclusioni
Nel mondo delle criptovalute, sia Tether che diverse altre valute hanno affrontato scandali e divulgazioni di news in grado di innescare trend marcatamente ribassisti. A iniziare da Bitcoin, dominatrice nonostante la crittografia violata, il protocollo inefficiente e via dicendo. Ampliando l’orizzonte, possiamo tranquillamente affermare che anche asset finanziari tradizionali e con fondamentali solidi hanno talvolta sorte simile, vivono crolli flash e poi riemergono.
Quel che è certo è che il futuro di Tether è legato alle altre criptovalute, almeno per ora in modo pressoché totale. Data la sua natura di stable coin questo origina una divergenza nei momenti di crisi in grado di giocare a suo favore, mentre è ipotizzabile un rientro in fase laterale o moderatamente bullish/bearish quando i traders riacquistano fiducia nelle valute digitali più volatili.
Scenari estremi sono possibili? Vederla scomparire dalle prime posizioni come è accaduto per esempio a Dash in passato appare molto improbabile, almeno sul breve orizzonte temporale. Al contrario va ancora ricordato che il suo market cap cresce da un anno all’altro. Tether serve ai trader, ha una sua duplice funzione legata alle transazioni multipiattaforma e all’hedging, ci si può fare affidamento.
D’altro canto è difficile immaginare che USDT possa scalzare Bitcoin dalla sua posizione predominante. Nemmeno che riesca a insediarsi stabilmente alle sue spalle: una stable coin non offre margini di guadagno elevati, quindi non ha l’appetibilità delle criptovalute volatili.
Forse un domani dovrà guardarsi da USD Coin, la seconda stable coin per capitalizzazione che in questi ultimi giorni ha avuto performance simili alle sue pur se in scala ridotta. Pur considerando il panorama mutevole delle criptovalute, quell’eventuale domani non sembra però dietro l’angolo.

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