Ripple up, Bitcoin down

Un mese di passione l’ultimo vissuto dal mondo delle criptovalute. Ad oggi tutte in rosso le principali crypto con Ripple a limitare i danni essendo sostanzialmente invariato e Bitcoin Cash e Litecoin a perdita oltre il 25%. Da “bear market” Bitcoin con un calo del 20%.

Era uno scenario prevedibile almeno lato analisi tecnica. Le notizie arrivate in questo decimo mese dell’anno però hanno zavorrato ancora di più le crypto.

I ministri finanziari del G20 in un recente incontro plenario hanno riconosciuto ad esempio che le stablecoin (ogni riferimento a Libra è puramente casuale) potrebbero generare rischi di natura normativa e finanziaria.
Mentre Facebook ha dichiarato che tirerà dritto sul progetto Libra nonostante le defezioni continue degli aderenti della prima ora (l’ultima Booking) a questa missione, da più parti viene richiesta una normativa più stringente e forme di controllo che inevitabilmente metteranno dei paletti alla criptovaluta ideata da Zuckenberg.

Lo stesso capo di JPM, Jamie Dimon, ha dichiarato che Libra è una buona idea ma probabilmente inapplicabile. Dimon ha tutto l’interesse a veder estinguere Libra fin dalla nascita visto che la banca d’affari sta già da tempo testando la moneta di casa Jpm Coin.

Ma andiamo adesso a fare la nostra solita analisi settimane dell’andamento di una o più criptovalute. La nostra scelta questa settimana è caduta su Ripple e Bitcoin.

Ripple ad esempio conferma la valenza dei supporti di lungo periodo di 0.24 la cui importanza era stata segnalata qualche settimana fa qui.

La bella reazione ha riportato Ripple vicino a 0.30, un livello tecnico rilevante soprattutto tra 0.32 e 0.33.
Qui infatti si posizionano tutti i massimi di XRP da luglio in aventi ed è evidente che uno sfondamento verso l’alto cambierebbe tutto lo scenario. Le Ichimoku cloud ci fanno capire la rilevanza di questi livelli oltre i quali un portafoglio di criptovalute ora scarico potrà ricominciare a riaccumulare un po' di XRP.

Su Bitcoin due settimane fa avevamo espresso tutte le nostre perplessità ed ora che i prezzi continuano a premere sui supporti di area 7700 temo che la possibilità fra qualche giorno di vedere un 6 come primo numero nel prezzo è concreta.

Il return move dopo lo sfondamento dei supporti di 9350 è stato fiacco segnalando l’inconsistenza dei tori in questo momento di mercato.

La media mobile a 200 giorni in appiattimento è attraversata in questi giorni ripetutamente dai movimenti di Bitcoin. Il polo di attrazione dei prezzi non può che essere quel  7200 sul quale passa il 61.8% di ritracciamento di Fibonacci dell’intero bull market partito a dicembre.

Sotto, l’ampia fascia di prezzo compresa tra 6500 e 7000 comprende tutti quei supporti che da giugno a novembre 2018 frenarono la caduta di BTC per un po' prima della frattura che portò in pochi giorni la criptovaluta a 3000 $.

Credo che proprio quel range 6500-7000 può essere considerato interessante per ricominciare a ragionare in ottica di accumulazione.

0 - Commenti