Ripple, una criptovaluta un pò dimenticata

Non è cambiata la posizione dei grandi della Terra ad Osaka sulle criptovalute. Non sono una minaccia per la stabilità del sistema monetario e l’innovazione tecnologica può apportare benefici all’economia, questo il messaggio molto formale rilasciato al G20 anche se la sensazione è che le autorità monetarie centrali si sono fatte sorprendere da Facebook Libra nella gestione di questi nuovi asset digitali basati su blockchain. JpMorgan entro fine anno presenterà la sua criptovaluta ma, notizia degli ultimi giorni, anche Goldman Sachs sta studiando da vicino il fenomeno della “tokenization”, ovvero la trasformazione di valute o asset in contratti digitali scambiabili.

Questo sarà il futuro mentre il presente si chiama Bitcoin. A mio modo di vedere la reazione negativa di Bitcoin dopo il G20 di Osaka e soprattutto dopo l’annuncio di una tregua nella guerra commerciale tra Washington e Pechino, conferma come la criptovaluta è più assimilabile ad oro digitale che non a currency.

Le oscillazioni sono state paurose con una discesa dai massimi del 26 giugno di quasi il 30%. Avevo segnalato nell’ultimo articolo alcuni elementi tecnici che supportavano quanto meno una pausa di riflessione che penso durerà qualche settimana prima della nuova (e forse ultima per il 2019) spinta verso l’alto di Bitcoin. La barriera dei 14 mila Dollari è infatti importantissima anche perché rappresenta il 61.8% di ritracciamento di Fibonacci dell’intero bear market e credo sarà molto ma molto complicato per il momento valicarla. Probabile però che il mercato tra luglio ed agosto torni a sollecitarla qualora le notizie dai negoziati Usa-Cina riducano un po’ di quell’ottimismo che si respira ora.

Al momento Bitcoin rimane in bull market ma dentro una modalità correttiva che non dovrebbe scendere sotto i 9000  $ anche se già il supporto offerto dalla media mobile a 20 giorni di 9840 potrebbe fornire un adeguato sostegno nei prossimi giorni.

Ma oggi voglio occuparmi anche di un’altra criptovaluta che da un po’ di tempo è stata messa da parte dai media main stream ma anche dai siti specializzati. Sto parlando di Ripple, forse la criptovaluta che per prima ha saputo coniugare la sua innovazione con la messa a terra di progetti commerciali reali legati al mondo della finanza.

Ripple è indubbiamente la crypto che ha beneficiato meno del recente bull market, ma presenta una struttura grafica interessante. Ad inizio maggio XRP pascolava sui minimi di 0.30, poi un balzo improvviso fino alle porte di 0.50 he permesso a Ripple di superare la media mobile a 200 giorni che fino a quel momento aveva arginato molto bene i tentativi di inversione di tendenza.

Dopo vari tentativi di superare 0.50 Ripple ha subito in sintonia con tutto il mondo crypto, una pesante correzione che però ora trova come supporto proprio la media mobile a 200 giorni di 0.37.

Chi ha atteso finora l’ingresso qui può tentare un long fissando un rigido stop sotto 0.35.

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