Previsioni su Ethereum

Ethereum, cosa dicono le previsioni della criptovaluta?

Senza Ethereum, o più precisamente Ether, il mondo delle criptovalute non sarebbe lo stesso. Non tanto per il suo market cap, pur imponente se dimentichiamo il Bitcoin. In passato è stato superato da altre altcoin oggi in ombra, e Ripple incombe. Ma l’importanza della piattaforma su cui nasce e che ETH stessa alimenta è altra cosa. Se dalla blockchain Bitcoin escono soltanto monete binarie, dal network della seconda in classifica escono valuta e smart contracts.
Un’innovazione di fondamentale importanza multisettoriale, non solo per implementare Ether. In ambito finanziario ha trovato consensi per esempio da altre criptomonete come EOS. Da Santander, che quest’anno ha emesso un bond da 20 milioni di euro tramite smart contract. Da Banca Mediolanum, attirata dalla sicurezza e dall’economicità dell’uso dei contratti digitali made in Ethereum. Pur se ancora acerba e perfettibile sotto vari aspetti, questa capacità innovativa è la vera risorsa su cui può contare Ether per avviarsi verso un futuro radioso, magari persino migliore di quello di BTC. A pensarlo sono vari esperti.
I problemi da affrontare però sono 2, vediamo quali.


La dominance della criptovaluta numero 1
Non è un mistero, Ethereum come tutte le altre criptovalute è legata al Bitcoin e lo sarà fino a data da stabilirsi. Lo dimostra per l’ennesima volta la pesante debacle della settimana scorsa, dovuta al crollo del BTC che ha trascinato con sé l’intero mercato delle criptovalute, fatta salva la parziale eccezione delle stable coin. Solo 2 mesi fa ETH quotava a 330 dollari, la metà del suo prezzo attuale. Poteva andare peggio, se guardiamo alle perdite di Ripple. La principale rivale di Ether infatti ha dovuto lasciarle il secondo posto nella classifica delle valute digitali a maggiore capitalizzazione, avendo bruciato circa un sesto del proprio valore. Al momento l’intero comparto mostra segni di ripresa, ma prevedere il trend dei prossimi giorni è difficile.
Più facile immaginare il proseguimento dell’effetto traino di Bitcoin, in altre parole, dove va il btc, le altre criptovalute seguono. Ma rimanendo in coda. Secondo le ultime ricerche di settore la dominance della valuta digitale numero 1 è del 70%, addirittura il 90% secondo Arcane Research che considera anche il fattore liquidità. E gli investimenti si orientano sempre dove quest’ultima è maggiore. In conclusione, nell’imprevedibilità del mercato monete binarie c’è un dato certo: il Bitcoin rimarrà il numero 1 perché è il numero 1. 


La fase di transizione del network Ethereum e i suoi problemi
Ethereum non deve guardarsi solo dal recente crollo flash e dal BTC. I suoi problemi di scalabilità che intasano il network sono noti e peggiorano man mano che la rete cresce. Com’è risaputo lo stesso Vitalik Buterin, il padre di Ethereum, ha ammesso la sua preoccupazione. La rete sta impiegando il 90% del proprio potenziale, è satura. In quel misero 10% gli investitori importanti, quelli che hanno mezzi e capacità per informarsi accuratamente e fare i conti, sanno che si sentirebbero stretti. Così, addio a vari business redditizi, per il momento. Nonostante il valore – già dimostrato sul campo – degli smart contracts Ethereum ha un potenziale che rimane tale.
Paradossalmente, perfino l’adozione da parte di altre criptovalute della sua blockchain, fatto di per sé positivo, aggrava i suoi problemi di congestione. Basti pensare al numero di transazioni di Tether, che talvolta supera persino quelle del Bitcoin e che oggi avvengono in parte su Ethereum…
Si attende una soluzione dall’aggiornamento Istanbul, un hard fork avviato proprio in questi giorni dopo alcuni ritardi. Se tutto andrà per il verso giusto nel 2020, finalmente, sarà la volta dell’update Serenity che significherà Ethernet 2.0. Vitalik Buterin descrive quest’ultimo come la migrazione definitiva, fra le altre cose, al protocollo proof of stake tramite l’algoritmo Casper. La risoluzione del problema scalabilità diventerà reale. Il target è un incremento della velocità delle transazioni a 15.000 TPS rispetto alle 15 attuali. Tutto questo senza rinunciare alla decentralizzazione dell’attuale Ethereum né alla sicurezza, problema che in passato ha pesato sul network.
Gli obiettivi sono lodevoli, il punto è: quanto sarà fattibile la loro realizzazione? Quali tempistiche avranno? Azzardarsi a previsioni davvero attendibili è impossibili. Ma ci sono dei fattori che lasciano ben sperare.


I punti di forza sui quali può contare Ethereum
Nessuno può negarlo: Ethereum è una realtà vitale e piena di energie. Il team che lavora al codice e alle infrastrutture ha fiducia nel progetto e capacità, lo provano i passati aggiornamenti che hanno affrontato e risolto - magari con una toppa provvisoria in attesa di aggiornamenti più importanti - vari bug. Non è un dettaglio da poco, un progetto portato avanti da risorse umane motivate e capaci può farcela, se queste mancano il fallimento è certo.
Gli smart contracts stanno già da tempo affermandosi nel mondo finanziario. Questi particolari programmi che uniscono rigore, automatismo, inalterabilità e allo stesso tempo si dimostrano flessibili grazie alla capacità di comprendere e reagire correttamente alle variabili presentate, hanno interessato vari investitori del calibro di banche e fondi.
Il proof of stake di Ethereum 2.0 sarà decisamente più efficiente dal punto di vista energetico. I risvolti positivi saranno 2: riduzione dei costi del network e maggiore rispetto per l’ambiente. Al momento l’impatto del mining su quest’ultimo non ha sollevato grandi reazioni o veti, ma in futuro sarà sempre così?
La capitalizzazione della criptovaluta e il volume di scambi sono una – seppur relativa - garanzia di liquidità in grado di autoalimentarsi, proprio come avviene per il Bitcoin.


Conclusione
Sul breve periodo il prezzo di Ethereum potrebbe salire o scendere a seconda dei risultati ottenuti dall’attuale aggiornamento Istanbul. E’ noto che gli update principali come questo, se hanno successo, aumentano la quotazione della valuta e richiamano investitori. Al momento la situazione è ovviamente caotica, con una parte del network ancora attiva sul testnet “obsoleto”. Oltre al risultato di per sé è consigliabile monitorare quanto risalto viene dato dai mass media di settore alla notizia: se è vero che il mercato sconta tutto, nell’ambito delle criptovalute dove non esistono fondamentali tradizionali a pesare nelle valutazioni le news innescano spesso reazioni più estreme da parte dei traders.
Anche sul lungo periodo, oltre all’andamento di BTC, Ethereum 2.0 dipenderà per buona parte dalla bontà dell’aggiornamento, che dovrà realmente fruttare economicità, velocità e sicurezza nelle transazioni. Un risultato positivo, è quasi matematico, dovrebbe significare incremento degli investimenti su Ether di portata anche notevole. E’ fantascienza immaginare che la valuta arrivi persino a superare Bitcoin? Staremo a vedere. Un fallimento, d’altro canto in un mercato competitivo come quello delle valute digitali, non perdonerebbe. Solo il BTC può permettersi i difetti che ha, a iniziare dalle commissioni elevate e transazioni lente, la seconda in classifica a nostro parere no.

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