Meglio le commodities di Bitcoin ancora per un pò

  • La Cina sembra diventare sempre più blockchain friendly;
  • Bitcoin ha confermato l'incapacità di tornare sopra la resistenza di 10 mila $;
  • Il rapporto di forza relativa tra Bitcoin e oro-petrolio conferma il momento bearish per la criptovaluta.

La Cina sembra veramente disposta a fare di tutto pur di contrastare l’avvento di criptovalute esterne al paese tra i consumatori cinesi. Libra di Facebook è la principale minaccia ma anche altri player si stanno muovendo e così Pechino sembra aver radicalmente mutato il suo atteggiamento. La notizia trapelata di una possibile autorizzazione all’apertura di un exchange di criptovalute farebbe cadere un ostacolo che fino2ra aveva frenato tanti capitali diretti verso Bitcoin e soci.

L’avvento di una criptovaluta di stato rimane quindi al centro dell’attenzione del Governo cinese che conta di battere sul tempo gli americani dopo l’accelerazione data dal premier Xi ai progetti di blockchain.

Dal punto di vista tecnico l’incapacità di Bitcoin di risalire sopra quota 10 mila si è esplicitata con un nuovo affondo ribassista che ha confermato la view bearish che sto portando avanti da diverse settimane.

Colpita così la trend line ribassista in essere da giugno, per Bitcoin potrebbe riprendere la marcia verso il minimo di ottobre che ricordiamo si fermò sul 61.8% di ritracciamento dell’intero rialzo partito a fine 2018.
Ma sarà questo il punto terminale del ribasso? Ho sempre scommesso su un bottom primario tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 e confermo questo scenario.

Quello che potrebbe trasformare questo minimo in un trampolino di lancio è l’ipervenduto su scala settimanale, ipervenduto che però al momento manca.

L’RSI settimanale è sceso sotto 30 punti raramente nella sua storia. Oltre al 2015, inizio 2017 e fine 2018 sono gli altri due casi da ricordare. Tre punti dai quali partì un rally poderoso di Bitcoin. Ancora non ci siamo su questo fronte.
 
Il grafico che però secondo me è parlante circa la possibilità che Bitcoin perda ancora terreno nelle prossime settimane è quello della forza relativa della criptovaluta contro oro e petrolio.

Due materie prime prive di cedola o dividendo esattamente come Bitcoin e quindi correttamente comparabili.

Quello che è successo a settembre è stata la più classica delle inversioni di tendenza dopo un prolungato periodo distributivo. Bitcoin verso oro e Bitcoin verso petrolio ha rotto verso il basso assumendo la figura di testa e spalla ribassista. Discesa fino a ottobre inoltrato e poi reazione di BTC che si è andata a fermare sulla precedente linea di supporto ora resistenza.

Return move come questi rappresentano una gentile concessione del mercato a favore dei ritardatari che possono approfittare di questo movimento per liquidare le posizioni lunghe di Bitcoin per arbitraggiare con le materie prime.

Naturalmente un ritorno delle forze relative sopra la neck line (7 once d’oro per 1 Bitcoin e 175 barili di petrolio per 1 Bitcoin) sarebbe un segnale di forza notevole, ma per il momento la direzione che ha assunto il mercato è opposta confermando come sia prematuro andare lunghi di criptovalute ancora per qualche settimana.

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