Libra ha fatto bene a Bitcoin

Non si può certamente dire che il mercato delle criptovalute più classiche, quelle di Bitcoin ed Ethereum tanto per citare le due più celebri, si sia fatto spaventare dall’avvento di Libra – Facebook, anzi.

Osservando ad esempio il grafico di Bitcoin notiamo come dal 12 giugno al 18 giugno Bitcoin è salito da 7800$ a 9400$. Martedì 18 giugno in occasione della pubblicazione del white paper di Libra da parte di Facebook abbiamo assistito all’unica chiusura negativa e poi un'altra poderosa accelerazione che ha sfondato con decisione la barriera psicologica dei 10 mila $ arrivando a toccare quota 11 mila negli scambi di sabato.

Fanno 10 sedute consecutive di rialzo su 11, una striscia positiva che fa capire come il mercato sembra aver rotto gli indugi cominciando la sua battaglia personale verso Libra, una criptovaluta stablecoin che non ha certamente caratteristiche e valori simili a quelli di Bitcoin e company.

La forza con cui Bitcoin ha violato al rialzo la zona di resistenza compresa tra 9600 (38.2% di ritracciamento di tutto il bear market) e 10 mila $ mette in chiaro come i compratori sono decisamente più tonici dei venditori in questo momento con un sentiment improntato all’ottimismo.

Per coloro che amano le onde di Elliott potremmo considerare di fatto conclusa una quarta onda piuttosto complessa ed anomala a 7460 ed ora quella in corso sarà la quinta ed ultima di questo primo impulso bullish. Obiettivo? A questo punto area 11500 $ (quasi raggiunta nel week end) sembra essere un’ipotesi da prendere in assoluta considerazione vista la presenza del 50% di ritracciamento di Fibonacci del bear market partito a dicembre 2017 ed il doppio massimo di febbraio-marzo 2018. Decisamente più ambizioso ed al momento improbabile nel brevissimo quel 13600 che rappresenta il 61.8% di Fibonacci. L'inerzia però è talmente forte che non possiamo escludere il raggiungimento di questo livello entra la fine dell'estate.

L’ultimo mese di Bitcoin parla di un rialzo superiore al 20%, la metà di quello realizzato da Litecoin e Zcash giusto per citare le prime due in classifica. Da inizio anno sempre irraggiungibile la performance stellare di Litecoin (+360%), ma Bitcoin porta comunque a caso un più che onorevole +170%.

Classifica che vede poi un ribaltamento delle posizioni a 12 mesi. Bitcoin vede un saldo positivo di quasi il 50% e Litecoin segue con il +43%.

Uno smacco per coloro che negli ultimi mesi hanno continuato a dipingere le criptovalaute una truffa o comunque una bolla speculativa che avrebbe riportato il valore delle stesse a zero o poco più.
Una beffa anche per coloro che hanno escluso Bitcoin dal lotto degli strumenti più difensivi in caso di tensione sui mercati finanziari.

E’ stato pubblicato di recente un interessante studio da parte della società Grayscale.

Questa analisi ha messo assieme gli ultimi 5 casi di crisi sui mercati finanziari (periodo 2015-2019) per dimostrare proprio come Bitcoin ha lavorato meglio di altri asset (tipo Yen e TBond) quale strumento difensivo.
I cinque periodi analizzati sono la Grexit del 2015, la svalutazione del Renmimbi cinese del 2015-2016, il referendum sulla Brexit del 2016, l’elezione di Trump e il tightening della Fed nel 2016 ed infine la trade war Stati Uniti – Cina che ci porta ai giorni nostri.

In tutti e cinque casi Bitcoin è risultato vincente con percentuali di positività oscillanti tra 7% e 53%. Il confronto è stato fatto con tutte le principali asset class azionarie, obbligazionarie, valutarie e commodity.

Ognuno potrà consultare questo report ed analizzarlo con calma, ma possiamo dire che ad esempio nel mese di maggio in cui le tensioni commerciali si sono alzate decisamente Bitcoin ha chiuso in abbondante doppia cifra (+47%), mentre oro, Yen e TBond hanno sì protetto ma con numeri veramente risicati di positività.

Tutto si può dire ma non certo che Bitcoin non rappresenta al momento uno dei pochi strumenti decorrelati dai momenti di crisi del mercato.

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