La schiavitù del denaro fiat e l’alieno BTC.

La nostra economia è basata sul debito, ogni banconota che maneggiamo, ogni transazione bancaria, ogni acquisto e/o vendita corrisponde ad un debito.

Nel sistema monetario moderno, inaugurato alla fine del 1600 in Inghilterra e sviluppatosi fino ad oggi, esistono enti preposti all’emissione di nuova valuta: le banche centrali.
Queste ultime, contrariamente a ciò che molti potrebbero pensare, non sono pubbliche e non rispondono a nessuno stato.

Il capitale delle banche centrali è detenuto dalle banche commerciali e quindi da investitori retail, grosse holdings e grossi fondi di investimento, esse sono mosse da interessi privati e perciò puntano egoisticamente all’utile (cosa per nulla disprezzabile se fatta in altro ambito).

L’emissione della moneta è stata quindi derogata ad enti terzi, ai quali i governi nazionali chiedono poi in prestito il denaro per attuare le politiche che essi ritengono adatte e per le quali sono stati eletti.
Questo modus operandi si riflette inequivocabilmente in una mancanza di sovranità dei governi stessi, poichè essi spesso rinunciano a portare a termine delle riforme a causa della mancanza di fondi.

Andando a focalizzare l’attenzione sull’emissione stessa del denaro da parte delle banche centrali si può sottolineare un fatto alquanto caratteristico e troppo spesso considerato “normale”: le Banche Centrali senza alcuna copertura e limite (la copertura aurea è stata abolita dagli anni ’70) stampano denaro e lo prestano alle banche commerciali e/o agli stati chiedendo gli interessi.
Ogni singola moneta fiat emessa dalle banche centrali viene quindi accostata a interessi futuri da pagare.

Assumendo per assurdo di trovarsi all’anno 0 dell’emissione di una nuova valuta da parte di una banca centrale e considerando che questa banca emetta solo 100 unità di questa nuova moneta prestando le stesse al tasso dell’1% annuo, i debitori dopo un anno si troveranno in condizione di dover restituire 101 unità della data moneta della quale però ne sono presenti solo 100, con conseguente impossibilità per alcuni debitori di estinguere il debito.

Espandendo la visione all’emissione di nuove valute da parte di tutte le banche centrali del mondo, si potrà comprendere che si innesca inesorabilmente una sorta di “gioco della sedia” dove chi riesce a estinguere il proprio debito lo fa recuperando la massa monetaria mancante da altri enti o altri stati.
A questo punto è però matematicamente certo che qualcuno rimarrà senza sedia, indebitato ed impossibilitato ad estinguere il debito dato che la massa monetaria stessa non esiste.

Eccovi svelato il motivo per cui il debito mondiale è in continua crescita: il sistema monetario è creato al fine di aumentare il debito in circolazione, dato che esso stesso oggi è l’unica forma accettata di schiavitù e di sottomissione dei popoli.

Cerchiamo di capire allora come valute simili al Bitcoin possono risolvere il problema.
Nel Bitcoin l’emissione di nuova moneta avviene ogni 10 minuti (ad ogni blocco minato) e questa nuova massa monetaria viene distribuita a coloro che contribuiscono (mettendo a disposizione della rete la potenza di calcolo dei loro pc) alla stabilità e al funzionamento della blockchain.
Le monete di nuova emissione non vengono distribuite correlate ad un debito ma sono emesse come ricompensa per un servizio svolto, sono quindi considerate monete a credito.

Prendendo il concetto di moneta a credito e applicandolo su scala globale ad ogni valuta, si avrà un’economia più sana, con meno debito in circolazione e ciò renderà le persone più libere e meno schiave del giogo debitorio.

L’esempio l’abbiamo davanti agli occhi, ora è tempo d’aprirli.

5 - Commenti

Riccardo Zago - 20 novembre 14:00 Rispondi

Grazie mille Alessandro, bell'articolo

Rossano Montori - 20 novembre 14:26 Rispondi

Grazie Alessandro per la riflessione!

Quindi... dato ti occupi di cripto di professione, quali sono le cripto che al momento hanno più potenziale di imporsi rispetto alle valute fiat?

Io sono dubbioso solo riguardo alla volatilità, finchè non si stabilizzano è impensabile usarle nel mercato reale.

Alessandro Ricci - 20 novembre 17:33 Rispondi

Grazie mille per i complimenti!

A riguardo del tuo dubbio Rossano, è assolutamente vero che le cripto hanno un prezzo instabile e quindi difficilmente adottabili per l'accettazione nei negozi.

Tuttavia non è importante che Bitcoin sia accettato in massa dai commercianti: io con l'oro non ho mai comprato nulla, eppure esso ha un valore.
A mio modo di vedere il bitcoin è più rapportabile all'oro che alle valute fiat, ha una max supply ed è intrinsecamente deflattivo, quindi non ha bisogno di essere ampliamente usano nel "mercato reale" , il bitcoin sarà la riserva di valore del fututo, parallelamente all'oro.

Per quanto riguarda le altre cripto invece sicuramente c'è molta pulizzia da fare, l' 80-90% delle cripto presenti in questo momento sul mercato tra qualche anno non esisteranno più, infatti esse sono cloni di quelle più capitalizzate oppure progetti irreaizzabili o senza un valore.

Sarò scontato ma la cripto che secondo me ha il miglior rapporto rischio / guadagno è sempre il BTC, però ci sono molti alti progetti con un potenziale enorme come ad esempio Skycoin che sto seguendo molto da vicino, tuttavia essi sono investimenti più speculativi e rischiosi.

 

Alessandro Battisti - 22 novembre 19:17 Rispondi

Si bell'articolo! Il legame tra stato ed economia è molto minacciato dalle criptovalute. Io vedo la gestione dell'economia da parte degli stati e delle banche centrali (che alla fine devono rispondere a normative e leggi) come una necessità potenzialmente vecchia. Penso possa essere vista come un intervento da parte dello stato necessario, a causa della mancanza di tutta una componente che potesse rendere il baratto veloce e comodo, non so se mi spiego.

Le valute sono nate perché era molto più difficile avere un'economia sana e veloce con il baratto. Io personalmente vedo un futuro dove le criptovalute solleveranno in qualche modo lo stato dal controllo dell'economia... E dove lo stato si limiterà a gestire i contributi volontari dei cittadini.. Ahah tra 1000 anni forse :) Voi siete di quest'idea?

Alessandro Ricci - 24 novembre 19:05 Rispondi

Io non sono un supporter della moneta unica, ciò limiterebbe la politica monetaria che ogni stato può scegliere di attuare, una moneta unica per economie con forze differenti svantaggerebbe le economie più deboli.

Tuttavia il sistema attuale è totalmente sbagliato, gli stati hanno necessità di riprendere in mano le redini della propria moneta, il come questa cosa accadrà non lo so, quella delle criptovalute è una strada percorribile, penso comunque che quello sia l'obbiettivo corretto.