La crisi globale e le criprovalute

Sempre più economisti, allo scadere di questo decennio, vedono l’economia globale entrare in un nuovo ciclo recessivo. Alcuni catastrofisti altri meno ma il denominatore comune è lo stesso: ci fermiamo o torniamo indietro.
In questo momento storico diversi sistemi bancari sono sovraesposti a prodotti derivati e più in generale hanno visto deteriorarsi negli anni i loro indici di solidità creando terreno fertile per un possibile futuro effetto domino.


Quindi? La prossima crisi metterà in sofferenza maggiormente le economie degli stati più deboli per mantenere i privilegi delle economie più forti anche se questo non sarà così facile. Quando un paese povero impara a correre e lo fermi chiudendo il rubinetto e pretendendo la restituzione dei finanziamenti, non puoi pensare che questo passaggio sarà indolore. Aumenteranno diffusamente le tensioni e la sofferenza dei cittadini con conseguente sfiducia nei modelli economici tradizionali a favore di nuovi modelli.


Le criptovalute, ambito in cui i fondi sono di chi possiede le chiavi private, saranno viste da molti come la risposta alle esigenze di salvaguardia del proprio denaro. Gli stati in difficoltà con la minaccia di prelievi forzosi ai cittadini, favoriranno enormemente questo fenomeno. In molti obietteranno gli aspetti speculativi e di volatilità ma, nel corso di questi ultimi 10 anni, le criptovalute hanno attraversato continue bolle mantenendo comunque negli anni la tendenza complessiva di forte rialzo. Fino al 2017 e in parte anche oggi, si è provato a demonizzare questo mercato: in molte occasioni si è parlato della criptovaluta come terreno fertile per il riciclaggio, l’anonimato, l’evasione e in generale come strumento per delinquere. Tutti argomenti sfatati dalle statistiche. Studi posizionano le banche e le finanziarie al primo posto per rischio di riciclaggio e all’ultimo posto le criptovalute.


Diversamente il 2018 è l’anno del riconoscimento delle tecnologie basate sulle blockchain e alle sue quasi infinite applicazioni. Lo stesso Mario Draghi ha dichiarato che, nonostante sia un mercato altamente rischioso e speculativo, la BCE è interessata a seguire la sua evoluzione.
Una domanda che molti si pongono è se le criptovalute si muoveranno in autonomia rispetto alle economie tradizionali. Sicuramente: aspettiamoci e prepariamoci a una delle corse più importanti che porterà questo mercato a livelli di capitalizzazione oggi difficilmente immaginabili. La corsa dello scorso dicembre ha rappresentato solo l’inizio di un movimento e la fase di stagnazione di questi mesi solo un passaggio necessario a consolidare i fondamentali e permettere ai progetti di migliorare le tecnologie per far crescere l’intero ecosistema.


Un consiglio per la prossima corsa dei tori? Investire su progetti con la reale possibilità di adozione globale, dotati di tecnologie sostenibili e soprattutto funzionanti. Cercate progetti con community vive e scartate quelli basati su fantasmagorici White Paper che non hanno quasi nulla di funzionante.
Evitate le centinaia di cloni di Btc e valutate bene le prossime scelte perché saranno determinanti in considerazione che molte criptovalute finiranno i fondi degli sviluppatori arenandosi. Le poche che rimarranno però saranno fortemente premiate dal mercato e avranno una crescita di valore enorme.

4 - Commenti

Alessandro Ricci - 21 novembre 18:47 Rispondi

Articolo molto bello! Condivido in pieno!

Flavio Giongo - 21 novembre 20:52 Rispondi

Grazie Alessandro!

Denis Campione - 21 novembre 21:36 Rispondi

Flavio.. ottimo articolo, sono convinto anche io che resteranno poche monete e quelle che resteranno avranno un rally importante.

 

Flavio Giongo - 22 novembre 07:06 Rispondi

Grazie Denis!