Ethereum Devcon 5: annuncio Open Libra

OpenLibra, le criptovalute reagiscono positivamente all’annuncio

Da martedì 8 ottobre OpenLibra ha assunto lo status ufficiale di futura piattaforma e criptovaluta, o più esattamente stable coin. L’annuncio del fork permissionless da “madre” Libra è avvenuto nella giornata inaugurale del Ethereum Devcon 5. A darlo è stato Lucas Geiger, personalità attiva e nota nel mondo blockchain e valute digitali, fra l’altro è il cofondatore di Wireline.
Ieri la notizia ha avuto risonanza mondiale, non sorprendentemente data l’importanza attribuita a tutto ciò che ruota intorno a Libra. Il trend positivo, registrato in particolare nella seconda parte della giornata, parrebbe coincidere con la divulgazione del prossimo fork permissionless da cui nascerà la nuova valuta digitale.


Cos’è OpenLibra

Dietro al nome OpenLibra si cela una piattaforma open source decentralizzata e il token che vi circolerà. Gli sviluppatori hanno dichiarato l’intento di realizzare un progetto che ricalcherà le migliori features di Libra eliminandone al contempo alcune caratteristiche ritenute negative. Per negative qui s’intende, in sostanza, meno idonee a favorire il benessere della collettività.
OpenLibra infatti significherà piattaforma permissionless. Vuol dire che la gestione sarà decentralizzata, affidata all’insieme di sviluppatori e validatori che formeranno la futura rete. Libra, se mai vedrà la luce – molto probabilmente sì anche se fra anni – sarà invece sotto il controllo della no profit Libra Association. Com’è notorio al suo interno troviamo diversi corporations, sempreché non prendano tutte l’analoga decisione di PayPal di sfilarsi dal progetto. Ad ogni modo quelle presenti saranno al massimo 100, almeno inizialmente, e dovranno sottoscrivere un contributo al progetto di 10 milioni di dollari ciascuna. Fra i tanti dubbi che aleggiano intorno alla valuta di Mark Zuckerberg, l’esistenza di barriere all’ingresso per la creazione dei token è una certezza assoluta, rimarcando la differenza con OpenLibra, Bitcoin e quasi tutte le valute digitali oggi esistenti.
Di comune, la futura piattaforma/valuta e la stable coin di Facebook avranno un ruolo votato all’inclusione finanziaria. Quest’ultima definisce i servizi atti ad agevolare l’accesso e l’uso di strumenti finanziari da parte di soggetti ancora arretrati in tal senso, come possono essere molti abitanti dei paesi in via di sviluppo.

Il risultato, se si realizzasse la dominance di Libra, sarebbe il parziale passaggio da una società dollaro-dipendente ad una Libra-dipendente, con il trasferimento di una parte del profitto dagli istituti di credito al consorzio della Libra Association. Per quanto gestita separatamente da Facebook, la gestione plutocratica non offrirebbe neppure troppe garanzie sul versante privacy.
Questo è quanto sostengono gli sviluppatori del prossimo fork permissionless. Sul sito ufficiale di OpenLibra si scopre che invece dietro al suo progetto troviamo fondazioni no-profit attive nel settore fintech, ad esempio Interchain Foundation, e la Croce Rossa danese.

Differenze a parte, il fork non genererà incompatibilità fra le 2 piattaforme, e ambedue dal punto di vista tecnico garantiranno eccezionale scalabilità, sicurezza delle transazioni e velocità. Similmentea Ripple, non saranno basate su blockchains, sostituite da particolari registri detti ledgers. Libra inoltre, si legge nel white paper, userà un protocollo di consenso diverso dal proof of work e dalproof of stake. Si tratta del Bizantinum Fault Tolerant o BTF, che sancisce il consenso sullo stato degli account quando a votare sono almeno i 2/3 dei validatori. Per quanto riguarda OpenLibra per ora non si sa nulla.


OpenLibra e crypto marcato

In conclusione, OpenLibra promette di agevolare l’accesso e l’utilizzo di strumento finanziari a una fascia ben maggiore di popolazione mondiale; inutile sottolineare che oltre a features peculiari inerenti le modalità della sua creazione, utilizzo e detenzione, avrà il vantaggio detenuto da ogni criptovaluta di prestarsi a transazioni internazionali monovaluta, posto che si affermi a livello globale. Tutto lascia intendere che, se profitti ci saranno, non finiranno nei forzieri di un consorzio di multinazionali ma, sulla falsariga del Bitcoin, Ethereum, etc. si presteranno a un’accessibilità in investimenti e trading da parte di chiunque. Da rilevare però che il futuro token sarà una stable coin come Tether e USD Coin, agganciata alle valute fiat più quotate - non esclusivamente al dollaro -, quindi immune all’inflazione.

Nel mare magnum delle notizie inerenti il mercato delle criptovalute, il fork permissionless OpenLibra risalta con forza grazie allo stretto legame con Libra. E’ molto probabile che nei prossimi giorni si assisterà ad un trend rialzista della maggior parte delle criptovalute. Ce ne sarebbe bisogno. Già prima del tracollo del 23 settembre il crypto comparto appariva lievemente increspato solo da movimenti laterali, senza ingenti apporti di nuovo capitale da parte di investitori novelli. La futura stable coin potrebbe stimolare l’ingresso di compratori finora recalcitranti a un’esposizione sulle criptovalute, analogamente a quello che è riuscita a fare Libra lo scorso giugno.

Questo è quello che pare di intravvedere nel prossimo futuro con la nascita di OpenLibra, ovviamente cigni neri e bad news permettendo. In un orizzonte temporale dilatato invece, le proiezioni quali potrebbero essere? Questa stable coin ancora da venire potrebbe minacciare il primato mondiale del dollaro? Oppure potrebbe riuscirci la valuta digitale voluta da Mark Zuckerberg? In uno scenario di fantafinanza proviamo a immaginare che sia così, e che un domani almeno una di queste e poche altre monete digitali – impossibile escludere Bitcoin e direi anche Ethereum, perlomeno - scalzino la dominance delle valute fiat. L’immensa liquidità del mercato forex, oggi il più grande del mondo, dove verrebbe convogliata?

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