Criptovalute: le migliori sulle quali investire adesso

Come si presenta al momento il panorama delle criptovalute? Quali sono le più appetibili?

Il quesito interessa molti traders, perché da alcuni anni le valute digitali rappresentano uno dei più interessanti strumenti d’investimento presenti sul mercato.
Le principali come Bitcoin uniscono volatilità e una liquidità ormai collaudata. Vale a dire che con la giusta strategia – a fronte di un rischio che è inalienabile da ogni investimento - possono offrire un payout lucroso. Diversi marketplace, siti e store fisici inoltre le accettano come forma di pagamento, e sono sicure.

Le criptovalute emergenti, caratterizzate da quotazioni iniziali basse, possono forse promettere interessanti guadagni futuri a fronte di un investimento iniziale anche molto modesto.

Vediamo come si comportano e quali opportunità offrono le migliori valute digitali.

Bitcoin (BTC)
La madre di tutte le criptovalute, Bitcoin, nata nel “lontano” 2009, è ancora la regina incontrastata del mercato delle valute digitali. Al momento in cui scriviamo la capitalizzazione è oltre i 170 miliardi di dollari, vale a dire inavvicinabile dalle altre. Performance convincenti negli ultimi mesi ma l’emissione di futures Bakkt fisici sul NYSE, con inizio 22 settembre 2019, per ora non ha fruttato rialzi, al contrario. Le previsioni basate su fondamentali propendono però per un futuro bullish e maggiori chance di penetrazione anche su quei mercati che da sempre hanno tentato di snobbare il BTC.
Vale a dire che rimarrà un investimento potenzialmente redditizio. Del resto finora la leggendaria volatilità del Bitcoin ha portato lauti guadagni a chi ha saputo seguire il trend. Il trading tramite futures, che vanno ad affiancarsi ai classici CFD, se impostato correttamente, potrebbe rivelarsi un’ottima opportunità. Permetterà di aprire posizioni long e short con strategie in grado di offrire una maggiore copertura. Per scoprire però se l’emissione di questi derivati sarà costante nel tempo e non una breve parentesi come quella del CBOE, nonché la portata sul valore di BTC, non rimane che attendere.
Da ricordare che questa criptovaluta è anche una delle più accettate come forma di pagamento: Microsoft, Wikipedia, il Burger King tedesco, la britannica Order Takeaways sono solo alcuni marchi celebri BTC-friendly. In Italia è ormai accettato anche in migliaia di store fisici di qualunque categoria.

Ripple (XRP)
Nel panorama delle criptovalute Ripple risulta al momento la dominatrice delle alternative al Bitcoin, con una capitalizzazione di 26 miliardi di $. Si è guadagnata questa posizione importante grazie a: velocità e costo praticamente nullo delle transazioni, efficienza e sicurezza per transazioni multivaluta. Diversamente dalle altre principali valute digitali Ripple esiste in una quota immutabile, quindi il mining è escluso. Quest’ultimo fattore fa sì che possa essere regolamentata in un modo che l’ha resa appetibile alle banche: Unicredit, Santander, Bank of America, Credite Agricole e diverse altre, senza contare l’importante partnership con MoneyGram.
Attualmente XRP sta vivendo un trend al ribasso, è il momento di aprire posizioni long, short o di ignorarla? Come sempre in ambito criptovalute le previsioni sono incerte, ma i prezzi in calo potrebbero essere l’occasione per inserirla nel wallet - beneficiando anche del prezzo ben inferiore rispetto a BTC, ETH e BCH - e attuare una strategia cassettista, contando sul forte legame col settore bancario. Da considerare però il peso dell’effetto traino di BTC, particolarmente importante per XRP. Oppure in un orizzonte di breve durata si può tradare in short.

Ethereum (ETH)
Dal 2015, anno in cui è nata, la criptovaluta Ethereum o meglio Ether – quest’ultima è la valuta, la prima è la piattaforma che implementa smart contracts e apps decentralizzate pagati in Ether – ha goduto di un trend bullish, pur con cospicui ritracciamenti e fasi bearish, fino al 2018. Poi nel gennaio 2019 la sua capitalizzazione si è ridimensionata enormemente e oggi si aggira sui 20 miliardi di dollari. Ma la fase rialzista ha ripreso forza, e a settembre il numero di unità di GAS impiegate ha battuto un nuovo record positivo. Segno inequivocabile dell’interesse dei traders per Ether.
A parte la volatilità che è nel DNA di tutte le valute digitali, la moneta appare quindi solida. Del resto fin dal suo esordio realtà importanti come Microsoft hanno mostrato il gradimento per ETH, e dal 2019 Mediolanum e Santander si avvalgono della blockchain Ethereum. Il risvolto negativo derivato dal numero di GAS è che le fee sono svantaggiose, risultando al momento persino maggiori di quelle di Bitcoin. In questi ultimi giorni il trend è bearish: appare quindi indicata per una strategia d’investimento long a medio-lungo termine, mentre sul breve periodo potrebbe essere consigliata una posizione short.

Bitcoin Cash (BCH)
Fra le criptovalute più scambiate Bitcoin Cash, valuta modellata e perfezionata su matrice Bitcoin nel 2017. Risulta la quarta per capitalizzazione, attestata oggi sui 5 miliardi di dollari. Rispetto al BTC offre miglioramenti nelle transazioni, in primis lato velocità. Dalla sua BCH ha anche un fee notevolmente inferiore e la recente partnership con la compagnia telefonica USA AT&T. Nonostante l’implementazione più robusta però non ha mai attirato l’interesse dei traders come BTC. Fino al 2019. Di fatto questo sembra essere il suo anno d’oro e secondo le previsioni degli analisti il trend è destinato a durare nel lungo periodo. 

Litecoin (LTC)
Simile al Bitcoin ma più efficiente nelle transazioni, Litecoin esiste dal 2011 ed è la quinta criptovaluta per capitalizzazione, attualmente sui 4 miliardi di dollari. Nel complesso quest’anno sta vivendo un periodo positivo dopo un precedente periodo di consolidamento. Osservando più da vicino notiamo però il recente trend ribassista, indicante la possibilità di guadagni con la vendita di LTC. Per quanto riguarda le previsioni di lungo periodo, l’efficienza e sicurezza offerta nelle transazioni potrebbero rivelarsi vincenti. Pare poco probabile un incremento ai livelli di bitcoin, d’altro canto questa altcoin ha una quotazione che la rende alla portata di ogni trader.

Tether
Implementata nel 2014, la stablecoin Tether è oggi la sesta valuta digitale per capitalizzazione, marcando stretto - e talvolta superando - LTC con i suoi 4 miliardi di dollari. A differenza delle altre criptovalute, concepite per fornire un sistema di pagamento indipendente rispetto alle fiat, Tether ha invece il chiaro proposito di ancorarsi a valute reali per ridurre la propria volatilità. Rispetto all’USD scambia circa 1:1. Da luglio talvolta ha avuto volumi di scambio giornalieri superiori a quelli del BTC. Tutto questo la rende un’altcoin appetibile come bene rifugio anche per investitori con risorse limitate.
In conclusione, il trading con le migliori criptovalute richiede come sempre un attento monitoraggio del mercato, più uno sguardo alla situazione macroeconomica cominciando dai tassi d’interesse delle principali valute FIAT. Il rischio non manca, ma strategie accorte e informazione adeguata possono produrre guadagni importanti.

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2 - Commenti

Jacopo Emoroso

Jacopo Emoroso - 28 settembre 13:09 Rispondi

Paolo Giacometti

Paolo Giacometti - 30 settembre 10:22 Rispondi