Cos'è la GlobalCoin di Facebook

Facebook, con oltre due miliardi di utenti attivi mensilmente, potrebbe diventare uno dei principali player al mondo nel fiorente mondo dei pagamenti e delle crypto valute, facendo concorrenza a colossi come Visa, Mastercard e PayPal.

Secondo fonti ben informate Facebook, che possiede anche WhatsApp e Instagram, pianifica di lanciare la propria piattaforma di pagamenti, in una dozzina di nazioni, entro il primo trimestre del 2020.

Sempre entro questa data dovrebbe essere previsto il lancio di una speciale cryptovaluta, che secondo la BBC dovrebbe chiamarsi Globalcoin, moneta per la quale Facebook avrebbe già interpellato il tesoro americano e la banca d'Inghilterra.

Ma a cosa servirà la GlobalCoin di Facebook?

Secondo il Wall Street Journal, questa speciale crypto verrà utilizzata per ricompensare gli utenti del social network che guardano la pubblicità, pubblicità che, ricordiamo, è il cuore pulsante del businnes di Facebook.

Un progetto, quello di Facebook, che dovrebbe chiamarsi "Libra", Progetto punta a raggiungere tutti quei mercati dove la maggior parte delle persone non ha un conto bancario.

Sembra che Facebook, per portare avanti il progetto Libra, stia aprendo una società in Svizzera e piu' precisamente nel canton Zugo, la cosi detta "silicon valley delle crypto", che faciliterà lo scambio tra valute tradizionali (anche dette valute FIAT) e valute tradizionali, come Euro, dollari, sterline etc.

L'obiettivo di Facebook non è quello di creare una criptovaluta speculativa, quindi soggetta a molta volatilità, ma votata alla stabilità, cosi che possa essere considerata sicura anche da quelle persone che cercano uno strumento per conservare la propria ricchezza.

Una nota di colore: Facebook starebbe prendendo accordi, tra gli altri, con l'exchange Gemini, la piattaforma di scambio di criptovalute fondate dagli storici rivali di Mark Zuckerberg, i gemelli Winkelevoss.

I problemi di regolamentazione e privacy

Facebook si sta muovendo in uno scenario davvero complicato in quanto sono ancora aperte le ferite dovute agli scandali riguardanti i problemi di privacy avuti dal colosso di Menlo Park. Processando milioni di pagamenti, Facebook sarà in possesso di importati dati riguardo le abitudini di acquisto dei suoi utenti, cosa che già sta preoccupando il tesoro americano, che vede un potenziale pericolo relativo al riciclaggio di denaro.

Come va il titolo Facebook in borsa?

Dopo i crolli del titolo nella parte finale del 2019, proprio dovuti ai problemi di privacy causati dallo scandalo Cambridge Analytica, che hanno portato il titolo quasi a 120 dollari per azione, i corsi si sono ripresi, tanto da ritornare stabilmente al di sopra dei 160 dollari, un minimo molto importante che ha sorretto il trend al rialzo del titolo, per tutto il 2018.

Se paragoniamo l'azione Facebook all'indice SP500, vediamo come gli investori stiano accordando fiducia al Facebook, che rimane uno dei titoli piu' solidi di tutta la borsa americana.

Sicuramente, all'interno dei prezzi, viene scontata la possibilità che Facebook possa diventare un colosso dei pagamenti, al pari di Visa e Mastercard che, ad oggi, rimangono i player incontrastati di questo ricco mercato in espansione.

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3 - Commenti

Rossano Montori

Rossano Montori - 03 giugno 17:07 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 03 giugno 17:18 Rispondi

Rossano Montori

Rossano Montori - 03 giugno 17:42 Rispondi