Correlazione tra Google e trend di Bitcoin

Trend di Bitcoin e ricerche Google, relazione utile?

Capire quale sarà in futuro il trend di Bitcoin è sempre difficile, si sa. Il mercato delle criptovalute è recente, dominato da investitori retailer e possiede altre caratteristiche particolari che ne ostacolano l’analisi con i metodi comunemente impiegati per altri settori. Fra i diversi fattori che possono influire sul valore di BTC ci sono Google, le news, dal peso notoriamente elevatissimo sull’intera categoria, e l’interesse suscitato dalle medesime.

Bitcoin e Google

Per il trend di Bitcoin, le notizie positive che hanno grande rilevanza sui media sono una manna. In effetti, la più potente. Non solo spingono molti traders che hanno già un’esposizione sul token a rafforzarla, ma riescono ad attirare un gran numero di nuovi capitali.
Magari all’appello mancano e sempre mancheranno quelli dei nemici più irriducibili delle criptovalute, perché un Warren Buffet e altri come lui non si convinceranno mai, è vero. Ma sappiamo bene che in giro c’è un’elevata schiera di investitori indecisi, incuriositi da BTC e allo stesso tempo trattenuti dall’aprire posizioni dalle bad news. E che dire dei no coiners, che inveiscono allo scam perché hanno perso l’occasione propizia? Nessun dubbio che queste 2 categorie potrebbero far impennare il market cap di Bitcoin se solo avessero la “certezza” di un gain assicurato. Che è poi il sentiment in caso di news come l’annuncio di Libra.
Google, dal canto suo, non può ignorare il trend di Bitcoin, sorto dal nulla 10 anni fa e oggi con market cap ben superiore ai 100 miliardi di dollari. Ma nessuno si sognerebbe di definire il motore di ricerca crypto-friendly. Dopo aver bannato l’advertising sui token per diverso tempo, ha fatto retromarcia, eppure, qualcuno ci avrà fatto caso, raramente le notizie sulle criptovalute fanno mostra di sé in Google News. Fanno eccezioni le truffe più importanti, le vicende più clamorose oppure, e si ha l’impressione che venga fatto controvoglia, un rialzo di Bitcoin marcato come a fine giugno e inizio luglio 2019. Per il resto, il motore di ricerca si limita a restituire risultati sul token quando gli utenti digitano query sulla valuta digitale. Nessun dubbio che un maggiore spazio nelle notizie aiuterebbe la categoria, ma bisogna prendere atto che le cose stanno così. Forse ha un suo peso l’interesse di Google a non inimicarsi i governi nemici delle criptovalute, chissà.
E dire che l’anno scorso Big G aveva preso contatto con Vitalik Buterin. Da quanto era trapelato in quei giorni, l’intenzione appariva quella di realizzare una nuova criptovaluta made in Google. Il creatore di Ethereum però si era tirato indietro, e così nessun progetto aveva preso avvio. La cosa potrebbe però far riflettere sull’interesse anche occulto suscitato dal mercato criptovalute e dai diversi potenziali dei token, strumenti versatili e allettanti.

Google Trends e BTC

Semi-ostracismo di Google a parte, le news più clamorose, quelle che il motore di ricerca non ha interesse e non può ignorare, si traducono in un’impennata nel numero di ricerche sul trend di Bitcoin e notizie correlate. Analizzando i grafici di Google Trends relativi agli ultimi 5 anni si notano 2 picchi d’interesse che risaltano su un tracciato precedente e successivo più piatto. Il primo si è formato alla fine del 2017, all’epoca della massima quotazione del token. Il secondo, risale all’estate 2019, l’epoca delle news sulla Libra di Facebook e dell’imponente effetto traino esercitato sul token e sulle altcoin.
Confrontiamo ora l’interesse dimostrato nel tempo dai cibernauti grazie a Google Trends e, sui grafici di coinmarketcap, la capitalizzazione di Bitcoin. Facendolo, si rileva che il picco più alto del 17 dicembre 2017 – oltre 327 miliardi, prezzo 19.559 -, quello di mercoledì 26 giugno 2019 – 243 miliardi $, prezzo 13,682 $ - più quello immediatamente successivo del 9 luglio – 219 miliardi $, prezzo 12,337 $ - sono coincisi con l’impennata del numero di ricerche. O meglio, nel 2017 il picco di query ha preceduto di qualche giorno la massima quotazione del Bitcoin. Nel 2019 il secondo picco più importante è stato raggiunto, ugualmente, quando il numero di ricerche era già in fase calante.
Quindi il trend di Bitcoin ha visto i suoi massimi breakout appena dopo l’incremento massimo di ricerche. Da notare che l’impennata bullish, a differenza di altre minori ma comunque consistenti, è dipesa in larghissima misura dall’entrata di nuovi investitori retailer. Viceversa diverse oscillazioni in altri periodi sono più dubbie, detto semplicemente: balene o novelli coiners?

Conclusioni 

Fra il trend di Bitcoin e il numero di ricerche sulla criptovaluta effettuate dagli utenti c’è un nesso. Questo può aiutare non solo a identificare una fase bullish, ma anche a distinguere un rialzo del prezzo del token genuino, dovuto all’ingresso di nuovi investitori, rispetto a quello generato da una manipolazione del mercato. Il dato è tanto più attendibile tanto più estremo. Particolarmente interessante ai fini del trading, inoltre, il fatto che il numero di ricerche su Google inizi a calare appena prima dell’inversione di tendenza che porta a un ribasso della quotazione della moneta binaria.
Sempre a proposito di ricerche e criptovalute, si nota che ugualmente il numero di query sulle altcoin risulta correlato al loro andamento e al market cap. Per esempio, stando ai dati estrapolati dai grafici, Ethereum ha avuto le sue migliori performance 2019 a maggio e a giugno. Le ricerche, come nel caso del trend di Bitcoin, mostrano che tali periodi sono coincisi con l’aumento delle query – il secondo dovuto all’effetto Libra come per BTC -.

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