Cina: criptovaluta pronta in 2-3 mesi per gli esperti

  • Nei giorni scorsi la notizia di una criptovaluta cinese aveva fatto tremare i giganti del settore
  • Oggi alcuni esperti confermano: pechino potrebbe essere pronta a lanciarla nel giro di 2-3 mesi
  • La mossa cinese potrebbe avere molte conseguenze a livello internazionale

La notizia di una criptovaluta cinese  aveva colto tutti di sorpresa. Adesso si scopre che i tempi potrebbero essere anche più brevi del previsto. Secondo gli osservatori ormai è tutto pronto: la Cina potrebbe lanciare la propria valuta digitale nei prossimi 2-3 mesi.

La posizione degli analisti

A dichiararlo è anche Jack Lee, managing partner di HCM Capital, il quale affermato che la Cina ha sviluppato un framework chiamato Digital Currency Electronic Payment o DCEP che permetterebbe alla banca centrale di emettere una valuta digitale verso banche commerciali e reti di pagamento. Il 2020, quindi, potrebbe essere l’anno di inaugurazione della criptovaluta cinese e, con ogni probabilità, quello di svolta anche a livello internazionale. Infatti tutte le nazioni a questo punto saranno costrette a rivedere le proprie strategie verso la tecnologia delle criptovalute.

Dopo l’allarme lanciato da tempo sul mondo delle monete virtuali, secondo molti, colpevoli di favorire il riciclaggio dei capitali, alcuni governi ne hanno fortemente limitato l’uso. Se non addirittura ne hanno imposto il divieto. Il problema si impone anche a livello normativo, vista la novità dello strumento in sé e del rivoluzionario concetto di decentramento del potere finanziario. 

Le conseguenze sul lungo termine

Il lancio della moneta cinese sarà forse il primo passo per la sostituzione della cosiddetta moneta fiat, cioè le monete fisiche? Ma questo non è la sola domanda che nasce in questo frangente. La seconda è quella riguardante un nuovo sistema di regolamentazione della materia. Oltre al cambiamento radicale delle abitudini di commercio. Il tutto senza contare anche il fatto che il potenziale aumento delle valute digitali porterebbe a domande sul ruolo delle valute nazionali e delle banche centrali. Con conseguenze, più ampie, anche sulle politiche di accomodamento monetario. Le stesse che hanno retto i mercati durante l’ultima grande crisi economica.

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