Bitcoin vs Trump, chi vincerà?

In ogni parte del mondo si sono moltiplicati nelle ultime settimane gli appelli e gli avvertimenti dell’establishment ad una maggiore severità nella regolamentazione delle criptovalute, ma anche un’alzata di scudi verso l’avvento di Libra, fenomeno che naturalmente sconvolgerebbe il sistema delle transazioni finanziarie più classiche.

Lo "United States House Committee on Financial Services" ad inizio luglio ha chiesto formalmente a Facebook con una lettera inviata ai vertici aziendali di interrompere immediatamente ogni sviluppo del progetto Libra. 

Secondo lo "United States House Committee on Financial Services", la diffusione di Libra con le attuali regole potrebbe creare seri problemi di sicurezza nazionale e problemi di privacy, non solo per i due miliardi di utenti Facebook, ma in generale per tutta l'economia mondiale con un rischio sistemico difficilmente calcolabile.

Benoit Coeure, membro della Banca Centrale Europea, ha dichiarato che consentire lo sviluppo di nuovi asset e servizi finanziari all'interno di un vuoto normativo sarebbe una scelta sconsiderata. Per questi motivi Libra, ha tuonato Coeure, non verrà lanciata finchè i regolatori globali non saranno soddisfatti.

E che dire di Trump e della sua presa di posizione.    "Non vado matto per Bitcoin e le altre criptovalute, che non possono essere considerate denaro e il cui valore risulta altamente volatile, basato sul nulla. Gli asset crittografici possono agevolare comportamenti illeciti, come il traffico di droga e altre attività illegali.    Analogamente, la 'moneta virtuale' Libra di Facebook risulterà poco affidabile. Se Facebook o altre aziende vogliono diventare delle banche, dovranno ottenere un'apposita licenza bancaria e divenire soggette a tutte le regolamentazioni ad essa connesse, proprio come qualsiasi altra banca, sia nazionale che internazionale.    Esiste una sola vera valuta negli Stati Uniti: è affidabile e sicura, è più forte che mai. È di gran lunga la valuta più forte del pianeta, e sarà così per sempre. È chiamata Dollaro Statunitense!"

A quanto pare queste bordate del mese di luglio sono servite a frenare Bitcoin il cui calo si attesta attorno al 25%.

Dopo aver toccato quota 14 mila a fine giugno una doppia zampata ribassista ha portato Bitcoin a 9085. Supporto importante per Bitcoin perché queste due gambe ribassiste qui si eguagliano in ampiezza qualificando come correttiva per il momento questa fase.

Il problema è che il rimbalzo degli ultimi giorni è stato neutralizzato dalla media mobile a 30 giorni che aveva guidato efficacimente il bull market da febbraio. Il trend è completamente assente come si desume dall’Adx, tipico indicatore di forza del trend. L’ADX è sceso ai livelli più bassi da gennaio 2019, il momento in cui i primi germogli di bull market sono usciti.

Non sappiamo quindi la direzione, ma sappiamo che presto il mercato tornerà volatile e soprattutto di tendenza. A questo punto diversi scenari sono aperti. Se il supporto di 9085 non terrà allora questa correzione non sarà stato altro che un primo troncone di una discesa più severa. Obiettivo a quel punto 7200 (61.8% di ritracciamento di Fibonacci) e pane per chi vorrà andare short.

Al contrario un rilancio dell’azione sopra 10850 archivierebbe questa fase correttiva rimettendo area 13-14 mila nel mirino. Vedremo se Bitcoin avrà la forza di mettere ancora una volta nell’angolo quell’establishment che avrebbe voluto a quest’ora già vedere la criptovaluta a zero o poco più.

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Jacopo Emoroso

Jacopo Emoroso - 29 luglio 14:12 Rispondi