Bitcoin, è ora di prendere fiato

Pochi giorni fa ho commentato la formalizzazione di un potenziale segnale rialzista di medio periodo su Bitcoin, ovvero il cosiddetto golden cross (media mobile a 50 giorni che taglia dal basso verso l’alto quella a 200).

Lo spunto si è esaurito a 8350 Usd prima di una salutare correzione anticipata da un classico segnale di inversione ben noto agli amanti della tecnica delle candele giapponesi, il bearish engulfing pattern.

Quindi è finita la festa per Bitcoin? 

No, semplicemente siamo di fronte a inevitabili quanto salutari prese di profitto che in un mercato bullish trovano però denaro pronto ad entrare alla prima occasione utile. Quello che è successo di fatto domenica quando i tre giorni di correzione sono stati in parte ricoperti da un bel balzo all'insù.

Se osservassimo il grafico weekly noteremmo come questa cavalcata iniziata ad inizio 2019 si è andata a fermare esattamente dove si fermò la reazione di Bitcoin di luglio 2018.

Credo che diversi operatori rimasti sott’acqua da allora abbiano deciso di chiudere le operazioni dopo quasi un anno di sofferenza, ma soprattutto di grande paura..

C'è però una variabile tecnica molto interessante che sembrerebbe avvalorare la tesi di chi pensa che Bitcoin possa vivere ora un fase di stabilizzazione sempre all'interno di un bull market.

Se prendiamo infatti l’indicatore ADX (oscillatore che misura la forza del trend di un asset) e lo grafichiamo assieme al prezzo della criptovaluta, notiamo come le ultime sedute hanno spinto l’ADX ben oltre la quota 30 che indica trend in accelerazione. Siamo addirittura arrivati sopra 50.

La teoria dice che se l’ADX scende sotto 15 siamo in totale assenza di trend e quindi a rischio volatilità improvvisa, ma dice anche che con valori compresi tra 50 e 60 punti di ADX il trend è surriscaldato e quindi la volatilità è destinata a calmarsi.

Il grafico ci mostra come in effetti ogni “spike” dell’ADX sopra i 50 punti ha coinciso in passato con fasi di rallentamento o addirittura inversione nel trend in corso, rialzista o ribassista che sia.

Ovviamente questo non esclude che Bitcoin possa continuare a muoversi verso l’alto, ma credo che l’obiettivo 9500 Usd (il 38.2% di ritracciamento dell’intero bear market) difficilmente potrà essere raggiunto senza un consolidamento.

Il metro di misura più utile per sapere se questa fase rialzista andrà accantonata per un po' è la media mobile a 21 giorni riportata nel grafico.

Ottimo supporto finora, questo livello se perforato verso il basso marcherebbe ufficialmente l’avvio della correzione. Attualmente in transito a 6500 Usd questo stesso livello solo sfiorato venerdì potrà però essere anche utilizzato dai trader più aggressivi per ritentare l’ingresso long.

L’analisi tecnica dice che, con un ADX calante ed una media a 21 giorni toccata dai prezzi, il long deve essere piazzato sopra il massimo dell’ultima candela che in ordine di tempo ha testato la media mobile. Vedremo se si presenterà questa finestra di ingresso.

Naturalmente l’attenzione è ritornata sul mondo delle criptovalute anche da parte dei media e sarà lecito aspettarsi un numero di notizie superiori rispetto a quelle dei mesi scorsi  che potranno infiammare speculazione e scambi. La notizia proveniente da Google Trend secondo la quale l'interesse sul motore di ricerca è ai massimo da febbraio 2018 conferma la tesi di un più diffuso interesse.

L’indagine avviata da Bitstamp venerdì scorso dopo il pesantissimo sell da 250 milioni di dollari che ha fatto crollare il prezzo di Bitcoin del 20% in meno di 30 minuti, è un classico esempio di mercato che vive di notizie e di volumi. E quando la volatilità cova sotto la cenere i granadi movimenti percentuali sono dietro l'angolo.

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