Bitcoin, il cryptotoro è tornato con un golden cross

Quella che avevamo definito come la linea nella sabbia per Bitcoin è stata valicata ed il seguito è sotto gli occhi di tutti.

I 6000$ sono di fatto stati superati sabato scorso recuperando quella zona di prezzo che aveva sorretto il rialzo di Bitcoin in ripetute occasioni fino a novembre 2018. Ma il mercato non si è accontentato.

Basta ricordare che tutto il movimento bearish dicembre 2017- dicembre 2018 era stato appena ritracciato al 23.6% su quella resistenza, ma un segnale tecnico che tra poco commenteremo ha letteralmente fatto decollare il prezzo nella prima seduta della settimana arrivando in zona 8000 $.

Non c’è dubbio che il movimento di grande ripresa è cominciato quando l’accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina ha cominciato ad essere messo in discussione. Questa situazione di incertezza si è riflessa naturalmente nella debolezza del Renmimbi cinese e forse proprio qui sta una delle cause del rally di Bitcoin.

Se la forza della divisa cinese tra novembre 2018 e marzo 2019 (con UsdCny sceso sotto a 6.70) si era trasmessa su Bitcoin con una estrema debolezza, il minimo di UsdCny nel primo giorno di primavera ha anticipato il rally di Bitcoin partito il 2 aprile.

Il Renminbi nei giorni scorsi è caduto molto rapidamente e Bitcoin è salito altrettanto. La notizia ieri dei contro dazi cinesi verso l'America ha incendiato il mercato. Che i cinesi stiano diversificando in vista di una svalutazione più intensa della propria valuta?

La notizia della richiesta di autorizzazione presentata alla SEC da parte di Crescent Capital per commercializzare un nuovo ETF su Bitcoin ed Ethereum ha alimentato uno speculazione che già si era gonfiata sulla notizia della prima settimana di maggio arrivata da Fidelity.

Il gigante del risparmio gestito americano ha infatti dichiarato di voler offrire il servizio di trading sulle criptovalute entro poche settimane.

I giganti di Wall Street si muovono, ma gli economisti continuano a snobbare Bitcoin.

Il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz ha infatti dichiarato che dovremmo fermare le criptovalute perché nessuna di esse possiede gli attributi tipici delle buone valute. A supporto di Stiglitz è arrivato ancora una volta Mr. Doom Roubini definendo Bitcoin la madre di tutte le bolle speculative.

Ma oggi vogliamo guardare il prezzo di Bitcoin sotto l’occhio della metrica del multiplo di Mayer.

Il multiplo inventando da Trace Mayer è una formula molto semplice che serve per identificare i momenti in cui Bitcoin entra in una fase surriscaldata da bolla speculativa (per la gioia di Roubini!) o da depressione totale.

Per ottenere il multiplo si divide il prezzo di Bitcoin per la media mobile a 200 giorni.

I valori da tenere sotto osservazione sono due, 1 e 2.4.

Meyer infatti ha definito 1 come valore spartiacque tra bull e bear market. Sopra 1 il prezzo è superiore alla media a 200 giorni e l’inerzia è nelle mani dei tori.

Storicamente però quando questo rapporto ha superato 2.4 il prezzo è entrato in una fase da bolla speculativa.

Al momento siamo a 1.60, ancora lontani da questa asticella ma vista la fortissima spinta di questi giorni è opportuno monitorare con attenzione questo livello per valutare eventuali uscite tattiche.

Viceversa quando si scende sotto a 1 il bear market riprende il controllo del mercato con gli ultimi casi di minimo registrati tra 0.23 e 0.50.

Tecnicamente Bitcoin non dovrebbe adesso incontrare grandi ostacoli 9000/9500 Usd dove troviamo il 38.2% di ritracciamento di tutto il ribasso.

L’ipercomprato è abbondante ed una pausa di riflessione sarebbe salutare per scaricare un po' di eccessi.

Tutte le medie mobili si stanno ora muovendo in sintonia verso l’alto ed ora è arrivato anche il golden cross con la media mobile a 50 giorni che ha tagliato verso l’alto quella a 200.

Il cryptotoro è tornato.

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