Xiaomi, la Apple cinese, crolla il giorno del debutto

Xiaomi, la Apple cinese, crolla il giorno del debutto

Le azioni di Xiaomi, la società cinese produttrice di smartphone, è crollata del 6% in borsa, nel giorno del suo debutto sulla borsa di Hong Kong, passando dai 17 dollari di Honk Kong, a poco piu' di 16.

Il quarto produttore al mondo di smartphone (quella di Xiaomi è la piu' grande collocazione di azioni, dopo quella di Alibaba, avvenuta nel 2014, con una raccolta di 24 miliardi di dollari), ha raccolto 4.7 miliardi di dollari americani, cosa che porta ad una valutazione societaria di 54 miliardi.

Xiaomi, oltre che in Cina, è molto forte in India, dove compete con Samsung e, lo scorso anno, è approdata nel mercato spagnolo.

Le mire espansionistiche di questo brand puntano anche agli stati uniti, dove l'obiettivo è rubare quote di mercato a Apple.

Diamo uno sguardo ai bilanci

L'azienda perde soldi. Guardando il bilancio allegato, è possibile vedere come, a fronte di un fatturato in crescita, l'utile non ci sia. Con un fatturato di 114 miliardi di yuan (18 miliardi di dollari americani), Xiaomi ha perso, nel 2017, 43 miliardi di yuan.

Vi terremo informati sull'andamento del titolo.

4 - Commenti

pietro vecchi - 09 luglio 10:37 Rispondi

sono un possessore di un dispositivo Xiaomi. Sempre stato un fedele Apple ho deciso di provare questo cambiamento epocale e devo dire che non sono per nulla pentito. pochissimo tempo per "adattarmi", prestazioni ottime. e ovviamente il prezzo, pochi rivali in termini di rapporto/qualità. E' evidente che hanno gonfiato per bene il collocamento, l'azienda però rimane molto valida per come la penso io. Vedremo in futuro se saranno capaci di espandersi e rubare nuove quote di mercato e iniziare a fare utili. 

Giova Torne - 09 luglio 15:28 Rispondi

Ciao,scusa..che intendi per " hanno gonfiato per bene il collocamento"..

Luca Discacciati - 09 luglio 15:40 Rispondi

in verità hanno raccolto molto meno del presvito...

pietro vecchi - 09 luglio 16:57 Rispondi

inizialmente puntavano ad avere una capitalizzazione di partenza sui 100 mld, cosa che poi non è avvenuta, anche dimezzata. in buona sostanza hanno tentato il bersaglio grosso da subito per poi portare a casa molto meno.