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Wall Street: si arrendono i venditori sulle azioni Tesla

Molti short seller sul titolo Tesla hanno chiuso le posizioni contrarian dopo i recenti rialzi. Vediamo perché e chi sono invece coloro che continuano a puntare contro

Tesla torna nuovamente a salire a Wall Street e si indirizza decisa verso i massimi storici del 4 novembre a 1.243,49 dollari. Le azioni hanno chiuso l'ultima seduta a 1.156,87 dollari, in rialzo dell'1,74%. Gli investitori si erano presi qualche giorno di pausa dopo che Elon Musk aveva lanciato il sondaggio su Twitter per vendere il 10% delle sue azioni dando seguito alla promessa con lo scarico dei giorni successivi.

Questo ha alimentato per un pò le scommesse ribassiste da parte dei venditori allo scoperto, ma adesso gli shortisti hanno gettato la spugna e diminuito notevolmente le loro posizioni contrarian. In buona sostanza hanno capito che i venti favorevoli riguardo il produttore di auto elettriche sono molti e gli investitori al dettaglio continuano ad acquistare le azioni senza esitazione.

 

Azioni Tesla: i venditori abbandonano le posizioni corte

Da un'analisi di S3 Partners risulta che le posizioni corte sul titolo Tesla dono passate dal 19,6% dell'inizio dello scorso anno al 3,3% di oggi, con una diminuzione di quasi l'80% corrispondente a 27 milioni di azioni. Uno dei grandi investitori che aveva puntato contro Palo Alto e poi si è dovuto arrendere è Michael Burry, il profeta della Grande Crisi del 2008 divenuto famoso con il film The Big Short.

Con la sua società Burry Scion Asset Management, il 50enne di San José aveva detenuto a lungo oltre 800 mila opzioni put sulle azioni Tesla con scadenza maggio 2022, ma ha dovuto chiudere la posizione il mese scorso in scia del rally inarrestabile in Borsa della compagnia guidata da Elon Musk.

In un post su Twitter, ora cancellato, Burry aveva sostenuto che la forza di Tesla derivava dai massici sussidi governativi ed elettrici lasciando a intendere che, una volta terminati, l'onda positiva si sarebbe abbassata e il titolo a Wall Street si sarebbe sgonfiato.

Ad aver dato questo impulso alla casa automobilistica è sicuramente il suo condottiero, secondo Carson Block, venditore allo scoperto e fondatore di Muddy Waters Capital. Block afferma di comprendere le ragioni di chi si mette short nei confronti delle azioni Tesla, ma aggiunge anche che Elon Musk sia il più bravo di tutti a saper indirizzare gli investitori verso il titolo della sua società.

 

Azioni Tesla: ecco chi continua a puntare contro

Alcuni venditori allo scoperto comunque sono rimasti tali, convinti che le azioni del pioniere dei veicoli elettrici siano sopravvalutate. Uno di questi è Crispin Odey, fondatore e gestore dell'hedge fund Odey Asset Management. A suo giudizio il prezzo dimezzato delle azioni Tesla sarebbe già un ottimo risultato, tuttavia Odey pensa che nel breve periodo sarà molto improbabile che le quotazioni diminuiscano a meno che non vi sia una svendita nel mercato obbligazionario che farà impennare i rendimenti.

Anche Neil Campling, capo della ricerca tecnologica di Mirabaud, continua a mantenersi short su Tesla e lo fa attraverso la sua visione negativa sul fondo ARK Innovation di Cathie Wood. L'ETF ha perso l'8% quest'anno e Campling sottolinea che proprio grazie a Tesla non ha ottenuto un rendimento inferiore.

Per gli investitori che non si muovono dalle loro posizioni ribassiste sono diversi i fattori che giocano contro il titolo oltre le eccessive valutazioni. Le vendite delle azioni di Musk per coprire il pagamento delle tasse dall'esercizio delle stock options e la causa di JP Morgan contro l'azienda californiana dove la banca d'affari chiede 162 milioni di dollari per un presunto pagamento nel 2018, sembrano già assorbite dal mercato. Tuttavia, i post su Twitter di Musk stanno cominciando a non piacere più molto agli investitori.

 

 

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