TOTAL: una divergenza che potrebbe invertire la tendenza

La compagnia petrolifera francese, tra le prime quattro aziende mondiali per produzione, raffinazione e commercializzazione di petrolio e gas naturale, ha messo nel mirino alcune attività rilevanti nel continente africano.

In particolare Total sta progettando di crescere ancora di più nel settore del gas naturale liquefatto (gnl), acquistando le attività africane della Occidental Petroleum.

Se l’operazione dovesse finalizzarsi positivamente, ipotesi molto probabile, la società francese aumenterebbe notevolmente la produzione di idrocarburi, rendendo così credibili gli obiettivi che si è prefissata.

L’acquisizione è rilevante, infatti si tratta di un valore di quasi 8 miliardi di euro, ma Total è ben posizionata dal punto di vista finanziario, quindi l’obiettivo di un aumento del dividendo  nei prossimi due anni non dovrebbe essere in pericolo.

Se analizziamo il grafico mensile notiamo che il titolo si trova ancora in una fase ascendente che perdura da Novembre 2011.

La compagnia transalpina, dopo aver raggiunto il minimo a 29,40€ nell’Agosto del 2011, ha iniziato una risalita che ha portato i prezzi fino a un massimo di 56,82€ a ottobre dello scorso anno.

Non si tratta sicuramente di un percorso caratterizzato da una forte pendenza, ma presenta un andamento costante e solido che lascia presagire a una prosecuzione anche per il futuro.

Nel medio periodo, visualizzabile sul time frame settimanale, il titolo, pur essendo ancora in una tendenza rialzista, ha sviluppato  un massimo relativo più basso del precedente, quindi sta attraversando un periodo di debolezza.

Inoltre i corsi hanno rotto al ribasso la trendline ribassista e stanno oscillando in prossimità di essa.
Questi segnali non ci devono indurre ad aprire immediatamente posizioni short, ma devono essere dei campanelli di allarme per un’eventuale inversione al ribasso.

Ciò si concretizzerebbe però solo alla rottura del minimo precedente di fine Dicembre 2018 in area 44,77€, con  stop appena al di sopra di area 55,22€.

Gli obiettivi per le prese di profitto dovrebbero essere posti sui minimi relativi che hanno caratterizzato la precedente cavalcata positiva, ossia rispettivamente a 43,28€, 41,45€, area 38,4€ e infine, per i più ambiziosi, a quota 35,21€.

In ottica long monitorare l’eventuale rottura, sostenuta dai volumi, di area 52,22€, con stop a 44,76€, oppure appena sotto il potenziale minimo più alto se si dovesse formare nelle prossime settimane.

Nel breve periodo  il titolo si trova all’interno di un canale ribassista scaturito dai massimi di Marzo 2019 quando  l’indicatore RSI ha raggiunto la zona di ipercomprato che non si verificava da 10 mesi.

Pur essendo in una fase discendente, si nota un’evidente divergenza rialzista, ciò potrebbe anticipare un’inversione verso l’alto, che avrebbe però delle possibilità di successo solo al break out di area 49,95€.
Posizionare lo stop sotto l’ultimo minimo relativo, mentre i target sarebbero a 51,43€ e quindi a 52,22€.

In caso di rottura al ribasso di 46€ ci troveremmo di fronte a una prosecuzione del  trend negativo, con temporalità giornaliera, e lo stop andrebbe inserito sul massimo relativo precedente.

Il primo obiettivo si attesterebbe a  44,77€, mentre il secondo sui minimi di Febbraio 2018 in zona 43,28€.

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