TENARIS sì all'acquisizione della statunitense IPSCO

  • Tenaris ottiene l’autorizzazione dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, per l’acquisto del produttore di tubi americano IPSCO Tubulars;
  • L’accordo era già stato annunciato nel marzo di quest’anno per un valore di quasi 1,21 miliardi di dollari;
  • Tenaris punta così a incrementare la propria quota di mercato negli Stati Uniti e a difendersi dalla continua minaccia dei dazi.

Dopo un’attesa di nove mesi, Tenaris ha finalmente ottenuto l’autorizzazione da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, per l’acquisizione del 100% della società statunitense IPSCO Tubulars, controllata dalla russa TMK.

L’accordo tra le due società era già stato stipulato a marzo di quest’anno per una cifra pari a quasi 1,21 miliardi di dollari, ma per finalizzare ufficialmente la trattativa è stato necessario il benestare delle autorità americane.

IPSCO Tubulars è un’azienda americana specializzata nella produzione di tubi in acciaio sia saldati che senza saldatura, ed è in grado di produrre 450.000 tonnellate di tubi all’anno.

Con l’acquisizione dell’intera quota di IPSCO Tubulars, Tenaris si propone di affermarsi ancora di più nel mercato petrolifero e del gas statunitense, ampliando la sua offerta di prodotti e costruendo nuovi impianti in Texas e Pennsylvania.

L’azienda italiana, controllata dalla lussemburghese Techint, attraverso IPSCO Tubulars, intende inoltre difendersi dalla minaccia dei dazi statunitensi, assicurandosi la produzione di tubi all’interno dei confini americani e quindi non soggetta alle limitazioni del governo.

Tenaris, in borsa italiana, è in un trend negativo ormai da maggio del 2018, in cui, dopo avere raggiunto un massimo di periodo in area 17,28 euro, ha intrapreso un’importante discesa che non può ritenersi ancora conclusa.

A fine dicembre dello scorso anno il titolo ha fatto segnare il minimo degli ultimi due anni in area 9 euro, da cui è ripartito un trend al rialzo che è stato prontamente respinto dalla trendline discendente di medio-lungo termine.

Successivamente i prezzi si sono riportati sui 9 euro, formando su quest’area una fase di congestione, quindi questo livello sembra poter rappresentare una buona base per un’inversione di tendenza.

Oltretutto, anche in passato i prezzi hanno dimostrato di essere stati sensibili a questo supporto; ad esempio nel febbraio del 2016 sono stati respinti da tale livello, sviluppando poi un forte trend al rialzo che ha determinato un incremento massimo di oltre l’87%.

Dando un’occhiata al bilancio, nel terzo trimestre Tenaris ha fatto registrare un decremento delle vendite del 7%, mentre l’utile netto è stato di 101 milioni di dollari rispetto ai 247 dello stesso periodo dello scorso anno.

Anche i ricavi sono calati dell’8% rispetto al terzo trimestre del 2018, ciò è stato determinato dagli scarsi risultati ottenuti in Argentina e dalle limitazioni imposte dal Governo statunitense.

Alla luce di quanto detto, vediamo ora i prezzi da tenere sotto osservazione per il futuro, sul time frame giornaliero.

Long:

ingresso: breakout area 10,55 euro
stop: sotto area 9,97 euro
target: 10,80 euro e successivamente 11,43 euro

Short:

Ingresso: breakout zona 9,97 euro
Stop: appena al di sopra di area 10,55 euro
1° Target: area 9,31 euro 2° target: area 9,06 euro.

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