SAIPEM pensa a fusione con Subsea 7

  • Voci di un interessamento di Saipem per una fusione con la società norvegese di servizi offshore Subsea 7;
  • Saipem si aggiudica contratti nel mondo per 880 milioni di dollari;
  • In borsa il titolo si sta riportando verso una resistenza importante, vediamo se la supererà o sarà respinto.

Secondo alcuni rumors circolati nei giorni scorsi, Saipem starebbe seriamente valutando una fusione con il suo competitor norvegese Subsea 7.

Per ora stiamo parlando soltanto di voci, quindi in caso si avviasse effettivamente una trattativa, i tempi non sarebbero sicuramente brevi.

Nonostante non ci sia ancora niente di concreto, ritengo sia opportuno tenere monitorata questa notizia in quanto, se dovesse realizzarsi, si costituirebbe un gigante del comparto.

Infatti stiamo parlando di Saipem che attualmente vale 4,8 miliardi di dollari e Subsea 7 che ha un valore di 3,2 miliardi di dollari, quindi si tratterebbe di uno dei più grandi accordi di sempre nel settore petrolifero.

Subsea 7 è una delle società più importanti al mondo nella fornitura di servizi offshore per il settore  energetico.

Gli analisti ritengono positiva la stipula dell’eventuale contratto, in quanto permetterebbe alla nuova società di ridurre i costi e rafforzerebbe Saipem nel segmento offshore.

Nel frattempo la società di San Donato Milanese ha sottoscritto un accordo con una controllata di ExxonMobil, per la costruzione di una struttura di produzione sottomarina in Guyana.

Sono stati firmati anche altri contratti offshore in Azerbaigian, Mare del Nord e Arabia Saudita, il totale di tutti gli accordi, compreso quello in Guyana, ammonta a 880 milioni di dollari.

In borsa,Saipem ha subito un tracollo del proprio valore nell’ultimo trimestre del 2018, in cui è passata da un massimo di 5,51 euro a un minimo di 3,08 euro, svalutandosi quindi di oltre il 44% in soli tre mesi.

Il 2019 invece è stato sinonimo di inversione, infatti il titolo ha intrapreso un rally al rialzo, durato per tutto il primo trimestre, che è giunto fino a un massimo di periodo di 5,05 euro, recuperando quindi buona parte di quanto perso in precedenza.

Durante aprile e maggio c’è stata un’ulteriore discesa, ma i prezzi hanno formato un minimo relativo più alto del precedente e da quel momento si è sviluppata una fase laterale compresa tra 3,71 e 4,74 euro.

In questo canale orizzontale però possiamo notare che i minimi tendono a essere crescenti, quindi si sta verificando un progressivo avvicinamento verso la resistenza, che potrebbe essere il preludio per una rottura al rialzo.

Analizzando il grafico giornaliero valutiamo ora quali sono i livelli di prezzo da monitorare nei prossimi giorni.

Long:

1a opzione ingresso: breakout area 4,74 euro
1a opzione stop: minimo relativo più recente
1a opzione target: 4,87 euro e successivamente 5,05 euro
2a opzione ingresso: breakout area 4,57 euro
2a opzione stop: minimo relativo più recente
2a opzione target: 4,74 euro e successivamente 4,87 euro

Short:

Ingresso: breakout zona 4,02 euro
Stop: area 4,57 euro
1° Target: 3,95 euro 2° target: 3,86 euro.

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