Le AZIONI della BEYOND MEAT sono da COMPRARE?

Chi è e cosa fa Beyond Meat

Beyond meat (BYND) è una azienda americana il cui prodotto di punta è un hamburger (il beyond burger) 100% vegetale, che ha lo stesso sapore della carne.
I fondatori pensano che il consumatore mangi carne per via del sapore, nonostante consumare carne non sia salutare (a dirlo è la World Health Organization, nel paper “Q&A on the carcinogenicity of the consumption of red meat and processed meat” dell’ottobre 2015), motivo per cui sono convinti che un prodotto 100% vegetale, ma con il sapore della carne, potrebbe avere un grande successo.

Il Beyond Burger sa davvero di carne?

Si, sia il sapore che la consistenza sono incredibilmente simili alla carne vera. Abbiamo provato il Beyond Burger per voi, puoi vedere il video della nostra esperienza QUI.

La “fake meat” di Beyond Meat avrà successo tra i consumatori?

La “fake meat”, ovvero carne finta, come la chiamano gli americani, avrà sicuramente successo non solo perché è buona, ma perché sempre più persone sono attente alla propria alimentazione. Tutti i medici del mondo consigliano di diminuire drasticamente il consumo di carni, in particolare quelle lavorate, tanto che grandi catene come TESCO stanno chiudendo numerosi banchi della carne (vedi foto in allegato), a causa di un forte calo della domanda.
La carne costa tanto, in quanto allevare e poi macellare un animale è davvero costoso, oltre che poco etico.
Inoltre, se guardiamo il grafico delle ricerche del termine “veganismo” su Google trend (vedi immagini in allegato), ci accorgiamo che la dieta vegana (ovvero la dieta che esclude ogni genere di proteine animali) è sempre più popolare, con un trend in crescita che sembra quello delle azioni Amazon!

La storia degli hamburger, il contesto in cui si presenta Beyond Meat

Ad inventare l’hamburger è stato McDonald’s, che ha iniziato a vendere questo prodotto a partire dal 15 maggio del 1940. Da quel giorno McDonald’s ha letteralmente riempito il mondo di panini, rimanendo il leader incontrastato fino ad oggi.
Circa dieci anni fa, però, sono cominciate ad arrivare le alternative… sono iniziati a spuntare gli “hamburger gourmet”, degli hamburger più ricercati, il cui obiettivo era distinguersi da Mcdonald’s.

Il successo e stato clamoroso, tanto che l’hamburger è diventato una pietanza che oggi è parte integrante delle abitudini alimentari di sempre più persone.
Vista la diffusione dell’hamburger e visto il trend in crescita dell’alimentazione sana, Beyond meat non potrà che avere successo. Di fatto, negli anni, si sono create le condizioni ideali al fine che questo prodotto possa davvero esplodere.

La strategia commerciale: le affiliazioni con i ristoranti e il branding gratuito

Quando guardo la strategia di diffusione che sta utilizzando Beyond meat, mi viene in mente la Coca Cola.
Beyond Meat (BYND), infatti, sta distribuendo il suo prodotto attraverso catene di ristoranti già consolidate sul territorio, le quali propongono il prodotto, mantenendo il brand originale.

Per farvi capire meglio, la catena TGF, dove ho mangiato io l’hamburger, non propone un semplice hamburger vegetale, ma propone il “TGF Beyond Burger” facendo, di fatto, pubblicità gratuita all’azienda.
Le catene di ristoranti, che vogliono sfruttare l’ondata salutista che sta interessando il mondo del food, sfruttano la notorietà del marchio (dovuta anche alla popolarità di alcuni investitori dell’azienda come Bill Gates e Leonardo Di Caprio) al fine di far sedere sempre più persone ai loro tavoli… Un circolo vizioso che si trasforma in ancora più notorietà per il marchio Beyond Meat.

Le catene di ristoranti che hanno già adottato questo nuovo prodotto hanno comunicato che il Beyond Burger (BYND) è il prodotto con il maggior successo nella storia, dichiarazione che hanno fatto correre ai ripari altri distributori, che si sono affrettati ad inserire, nella loro offerta, questi hambuerger di nuova generazione.
Fateci caso…è esattamente la strategia della Coca Cola, che vi invoglia a comprare la bibita gassata, mettendo il suo nome su frigoriferi che potete trovare anche nel luogo più sperduto del pianeta.

Inoltre i prodotti della Beyond Meat (BYND) vengono distribuiti anche nei supermercati. In questo caso, si legge dal documento di presentazione della società agli investitori, l’azienda richiede espressamente che i prodotti della Beyond Meat vengano esposti e venduti negli stessi comparti della carne tradizionale e non negli scaffali riservati ai prodotti vegetariani e vegani. Questo vuole essere un modo di farsi conoscere dai consumatori di carne tradizionale, visto che quello della carne è un mercato che, solo in america, vale 270 miliardi di dollari l’anno, 1.4 trilioni di dollari nel mondo.

Una strategia che palesa la volontà di aggredire il mercato degli onnivori e non quello dei vegani/vegetariani, che rappresenta ancora una nicchia.

Beyond Meat: sostenibilità, etica, global warming e pubblicità gratuita

Il tema della “fake meat”, piace particolarmente ai media anche per i risvolti ambientalistici.

Secondo la FAO infatti (Livestock’s Long Shadow-Environmental Issues and Options, Food and Agriculture Organization (“FAO”), 2006), gli allevamenti di bestiame sono il maggior produttore di emissioni di co2 del pianeta, molto più di auto ed industria messi insieme, emissioni che secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (“IPCC”), sarebbero una delle cause del fenomeno del Global Warning.

Essendo che gli hamburger della Beyond Meat (BYND) sono 100% vegetali, sono stati accolti e pubblicizzati positivamente, dato che per produrre un hamburger vegetale Beyond Meat utilizza il 99% in meno di acqua, il 93% in meno di terra coltivabile, ed il 46% in meno di energia elettrica rispetto ad un hamburger tradizionale.

Solamente nel 2018 l’azienda Beyond Meat (BYND) è stata citata sui vari mezzi di comunicazione (giornali, tv, social media, siti web) quasi dieci miliardi di volte, il tutto senza che l’azienda abbia speso un euro di pubblicità.
Grande attenzione ai prodotti della Beyond Meat (BYND), ed in particolare al Beyond burger, il prodotto di punta dell’azienda, è arrivata anche dal web…sono tantissime le celebrità, gli influencer e gli youtuber che spingono il prodotto sui loro canali social, semplicemente perché si identificano nel prodotto e credono che possa essere una rivoluzione nel mondo dell’alimentazione.

I bilanci di Beyond meat: l'azienda fa soldi?

Beyond Meat (BYND) è una azienda quotata in borsa. Da inizio maggio 2019 il titolo è quotato al Nasdaq, motivo per cui i bilanci dell’azienda sono pubblici.
Ecco le principali considerazioni (il bilancio è in allegato):
 

1) Costo di produzione degli hamburger:

Facendo finta che un hamburger si venda ad un dollaro, nel 2016 la produzione di quell’hamburger costava 1.39 dollari.
Nel 2017 il costo per produrre lo stesso hamburger è passato a 1.07 dollari, nel 2018 il costo è calato a 0.80 dollari.
Al momento, quindi, l’azienda ha un margine del 20% circa su ogni hamburger…ed il trend sembra in continuo miglioramento.
 

2) Il costo della ricerca:

Produrre questi hamburger non costa molto…quello che è costato molto sono stati la ricerca e lo sviluppo che hanno consentito di arrivare ad un hamburger vegetale che sa davvero di carne.
Nel 2016 i costi per ricerca e sviluppo pesavano il 30% sul fatturato, oggi solamente il 10%, il che significa che il fatturato sta aumentando molto di più rispetto a questi costi, il che è un ottimo indicatore.

In altre parole: Il grosso del lavoro, la ricerca, è stato fatto…ora l’azienda puo’ cominciare a guadagnare!
 

3) Quando l’azienda potrà fare utili?

La riga più importante del bilancio di ogni azienda è l’ultima, dove si vede se l’azienda fa o meno soldi.
Beyond Meat (BYND) al momento è in perdita, ma questa non è per forza una brutta notizia.
Come abbiamo visto prima, l’azienda ha speso molti soldi per lo sviluppo, motivo per cui ha chiuso gli anni precedenti con una perdita.
Se si guarda il trend pero’, vediamo che la perdita è sempre rimasta stabile (addirittura nel 2018 è calata) a fronte di un fatturato che è triplicato (dal 2017 al 2018).

Le azioni di Beyond sono da comprare?

Dopo aver valutato il settore in cui opera Beyond Meat, la strategia di distribuzione e marketing, aver studiato i bilanci e soprattutto dopo aver provato il prodotto, sono convinto che le azioni di Beyond Meat siano da comprare come investimento di lungo termine.

Le azioni di Beyond Meat sono delle azioni che, con buone probabilità, cavalcheranno il nuovo trend del salutismo alimentare, che è solo cominciato.

Io credo che comprare le azioni di Beyond Meat oggi sia come comprare le azioni di Amazon nell’anno duemila, quando il titolo in borsa quotava 20 dollari (oggi vale quasi 2000 dollari, una performance del 10.000% che avrebbe trasformato un investimento di 1000 euro in 100.000 euro)
 

Come fare a comprare le azioni della Beyond Meat

Puoi comprare le azioni della Beyond Meat usando la piattaforma di www.kimuratrading.com , a zero commissioni.

Puoi aprire il conto in autonomia sul sito www.kimuratrading.com oppure, se hai bisogno di assistenza, puoi inviare una mail a info@investire.biz indicando il tuo numero di telefono, ti contatteremo e ti aiuteremo sia nell'apertura del conto che nell'aquisto delle azioni.

Comprare le azioni della Beyond meat in leva

La piattaforma di www.kimuratrading.com offre la possibilità di comprare le azioni in leva. Significa che, per esempio, se hai a disposizione 1.000 euro, puoi comprare azioni per un controvalore fino a 5.000 euro, usando una leva di 1 a 5.

Chiaramente questa è un'arma a doppio taglio, perchè vero è che i profitti verrebbero moltiplicati per 5, ma anche le perdite... Questo significa che, operando in leva 5, un calo del prezzo dell'azione del 25%, porterebbe alla perdita dei 1000 euro investiti (25% X 5 = 100% di perdita).

L'idea è che chi volesse guadagnare di piu' dai possibili rialzi del titolo Beyond Meat (chiaramente un guadagno piu' alto corrisponde ad un rischio piu' alto), potrebbe investire con una leva 2, quindi con 1000 euro sul conto si potrebbe acquistare un controvalore di 2000 euro di azioni. Questo raddoppierebbe un eventuale utile.

Cosi facendo servirebbe un crollo del 50% del titolo per perdere l'intero capitale, qualcosa di improbabile (ma non impossibile) viste le premesse dell'articolo.

Se hai bisogno di assistenza per aprire un conto con www.kimuratrading.com e per comprare le azioni in leva, manda una mail a info@investire.biz indicando il tuo numero di telefono, ti contatteremo e ti seguiremo passo passo.

18 - Commenti

mosè benetti

mosè benetti - 04 giugno 21:39 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 05 giugno 08:46 Rispondi

mosè benetti

mosè benetti - 05 giugno 22:10 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 06 giugno 09:00 Rispondi

Valentino Berlusconi

Valentino Berlusconi - 05 giugno 15:50 Rispondi

Valentino Berlusconi

Valentino Berlusconi - 05 giugno 15:52 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 05 giugno 15:56 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 05 giugno 15:58 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 07 giugno 10:29 Rispondi

Andrea Ladisa

Andrea Ladisa - 09 giugno 11:52 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 10 giugno 10:24 Rispondi

Gianguido Negri

Gianguido Negri - 10 giugno 15:28 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 10 giugno 15:41 Rispondi

Andrea Bonino

Andrea Bonino - 10 giugno 15:29 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 10 giugno 15:43 Rispondi

Riccardo Zago

Riccardo Zago - 10 giugno 16:15 Rispondi

alex rizzeo

alex rizzeo - 27 luglio 19:35 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 30 luglio 11:30 Rispondi