Investire in titoli spagnoli: le contraddizioni della Spagna

  • La Spagna cresce più degli altri, ma le borse non assecondano abbastanza;
  • Sulle banche spagnole pesa un giudizio imminente della Corte Europea su possibili rimborsi per mutui erogati fino al 2013;
  • Le azioni spagnole sarebbero un'opportunità quando la situazione si dovesse normalizzare.

Ci sono delle domande che rimarranno sempre senza risposte, tipo chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo, che sesso hanno gli angeli... e ci sono delle cose su cui la nostra mente si interroga ma non trova delle risposte, non perché queste non esistono ma perché bisogna scavare all'origine delle cose per farle emergere. Una di queste cose, oserei definirle strane, riguarda la Spagna, un paese che in 10 anni ha fatto dei progressi notevoli ma che oggi si trova ad affrontare un problema legato ai mercati.

Cosa succede in Spagna

Gli iberici oggi sono il paese che cresce più della media europea, ha un tasso di disoccupazione del 14% circa, quasi dimezzato rispetto al 2013, un debito pubblico aumentato ma sotto controllo e un rendimento dei Bonos del Tesoro dello 0,25%. Un'economia tutto sommato in spolvero ma la Bolsa de Madrid è quella che dall'inizio dell'anno è cresciuta meno della metà di quella di altri paesi con problemi magari più seri come l'Italia. Come si spiega tutto questo?
La questione va vista dentro l'Ibex35, ossia l'indice borsistico spagnolo che comprende le 35 società più capitalizzate del listino. Più del 20% dell'indice è composto dalle banche e attualmente in tutto il sistema bancario pesa come una spada di Damocle una sentenza che, tra la fine dell'anno corrente e l'inizio di quello venturo, verrà emessa da parte della Corte di Giustizia Europea. Facciamo un passo indietro. Fino al 2013 molte banche spagnole hanno adottato il tasso IRPH (Índices de Referencia de Préstamos hipotecarios) come adeguamento dei mutui a tasso variabile al posto dell'Euribor. Proprio in quell'anno il governo spagnolo ha bannato quel tasso considerato illegittimo. Questo ha fatto sorgere una quantità innumerevole di cause da parte dei mutuatari che si sono sentiti danneggiati dall'applicazione di questo tasso in quanto notevolmente più elevato rispetto all'Euribor. Nello specifico, quando scoppiò la crisi dei subprime nel biennio 2007-2008  le rate di mutuo risultarono particolarmente esose a causa dell'impennata dei tassi sul mercato. Si stima che dal 2000, anno in cui entrò in vigore l'IRPH al 2013, anno in cui fu abolito, la cifra in ballo si aggira intorno ai 110 mld di euro.
I ricorsi contro le banche che adottarono questo tasso furono respinti dalla Corte Suprema Spagnola nel 2017, ma l'imminente sentenza della Corte Europea che vede una serie di banche spagnole imputate di moral hazard non può non creare una certa agitazione negli indici finanziari rappresentati in maniera sostanziale dagli istituti di credito, perché in caso di pronunciamento sfavorevole il danno subito non sarebbe di poco conto.

Si può investire quindi in titoli spagnoli?

Il mercato come al solito sconta tutto e alla lunga prevalgono sempre i fondamentali. Superata questa fase di incertezza il mercato spagnolo potrebbe rappresentare a mio avviso un'occasione ghiotta perché al momento potrebbe essere sottovalutato. La situazione diverrebbe ancora più allettante nel caso in cui la Corte di Giustizia Europea dovesse confermare quanto già sancito da quella spagnola. Se Lagarde farà buona guardia e non farà mancare la liquidità nell'azionario le borse spagnole recupererebbero il gap con le altre e si avvierebbero ad un periodo più o meno lungo di crescita.

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2 - Commenti

Enrico Besutti

Enrico Besutti - 08 novembre 17:44 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 11 novembre 08:17 Rispondi