Ferrari: oggi un' opportunità di entrata sul titolo

Con una performance di -6.2% ed il prezzo di 137 il titolo Ferrari risulta essere di gran lunga il peggiore nel FTSE MIB.
Confrontando la quotazione attuale con i massimi storici 152.60 (17 luglio 2019) si evidenzia un gap dell’ 11%, tuttavia da inizio anno il titolo segna una performance positiva di +70%.
Se consideriamo un periodo piu’ esteso a fine 2016 l’azione valeva 55.30 Euro quindi in meno di 3 anni il titolo ha guadagnato il 150% attestandosi tra i best performer europei.

Il calo odierno avviene un giorno dopo la vittoria al GP di Monza dove vi è stata anche la presentazione dei 2 nuovi modelli: F8 Spider e 812 GTS che portano a 4 il numero di vetture presentate nel 2019, manca quindi un ultimo modello seguendo le direttive del piano industriale.

Tuttavia non sembrano esserci relazioni tra le prese di beneficio e l’introduzione dei due nuovi modelli la cui notizia era già stata scontata dal mercato secondo gli analisti di Akros.
E’ piu’ interessante analizzare quando si verificheràl’impatto a livello di reveneus che sembra essere prospettabile per il secondo semestre 2020, dove i fari saranno puntati sulla 812 GTS (vettura piu’ costosa rispetto alla F8) che dovrebbe avere un’influenza importante sull’incremento di fatturato e marginalità per la casa di Maranello.

Come confermato ad alcuni giornalisti da Enrico Galliera (chief marketing officer) il credo dell’azienda rimane sempre lo stesso, nonstante l’ampliamento della gamma: “mantenere l’esclusività del brand” che parafrasando Enzo Ferrari significa fare piu’ utili producendo meno auto (rispetto a quante ne vogliano i clienti).

Ferrari come titolo si colloca tra i cosidetti “ciclici” ovvero reagisce positivamente nelle fasi di espansione economica mentre soffre nelle fasi di contrazione.
Nonostante si collochi nel business delle auto i suoi “peers” sono da considerarsi le aziende del lusso specialmente Hermes per esclusività del prodotto: infatti prendendo come indicatori EV/EBITDA (o EV/EBIT) abbiamo le seguenti stime (fonte Soc Gen) per il 2019: 22.6 (30) per Ferrari, 25.4 (28) per Hermes. Numeri che confermano l’impossibiltà di paragonare Ferrari con il normale settore automobilistico dove i multipli in questione ad esempio per BMW sono i seguenti: EV/EBITDA 2.0 (EV/EBIT 3.6).

Proseguendo nell’analisi fondamentale è interessante notare come nonstante i 750 milioni di Euro di investimenti previsti per il 2019 (record per la casa di Maranello) il NET DEBT/ EBITDA risulta 0.2 (stime Soc Gen) ovvero la società puo’ considerarsi senza debito in quanto in grado di ripagare il suo debito con quanto generato dai profitti dell’anno in corso.
Inoltre i margini sono notevoli poichè se analizziamo l’EBIT (Earnings before Interest and Tax: ovvero quanto è il guadagno netto della società) risulta essere del 25.2%.

In conclusione, nonstante non sia un titolo cheap ai livelli attuali come pero’ non lo era lo scorso anno, ne’ l’hanno prima... Ferrari ha sempre dimostrato di essere in grado di battere guidance e stime previste dagli analisti segnado una performance incredibile nell’ultimo triennio.
Ferrari rappresenta il classico titolo da avere fully long e da incrementare poco alla volta in giornate di debolezza come questa.
Tuttavia occorre sempre monitorare il quadro macroeconomico generale perchè in caso di possibile entrata in un ciclo recessivo (anche se magari in maniera minore rispetto ad altri nomi ciclici) o se l’escalation sulla guerra commerciale non dovesse placarsi il titolo potrebbe subire un violento sell off come accaduto tra Ottobre-Dicembre 2018.

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3 - Commenti

Filippo Cova

Filippo Cova - 10 settembre 17:59 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 11 settembre 09:02 Rispondi

Marco Mazzon

Marco Mazzon - 11 settembre 16:05 Rispondi