FERRARI massimi storici nel mirino

Dal suo ingresso nel listino della borsa italiana all’inizio del 2016, il valore di Ferrari è sempre stato in crescita delineando un trend costante e molto forte, raggiungendo a Giugno 2018 il massimo storico a quota 129,47€.

Da questo livello si è sviluppato poi un canale discendente, ben visibile sul grafico settimanale, che è culminato nella rottura al ribasso della trendline rialzista di lungo periodo avvenuta a Ottobre dello scorso anno.

Una volta raggiunto quindi il minimo di periodo a 84€ a inizio 2019, si è innescato un rally di medio periodo, in cui si è avuta a fine Gennaio la fuoriuscita dal canale discendente e che ha permesso al titolo di recuperare tutto il terreno perso nel secondo semestre del 2018.

La casa di Maranello lancerà a fine Maggio la sua prima auto ibrida, questo sarà il secondo nuovo modello lanciato nel 2019 ed entro fine anno ce ne saranno altri tre.
Ferrari ha però anche annunciato che fornirà i motori a Maserati solo fino al 2021-2022, dopo di che quest’ultima dovrà trovarsi un altro fornitore.
Dal punto di vista dei conti i ricavi sono aumentati del 13% nel primo semestre del 2019, l’utile industriale dell’11% mentre la crescita dell’utile netto è pari al 22%.

Nel breve temine (grafico giornaliero) dopo il gap down subito il 6 Maggio scorso il titolo ha ripreso la risalita con un’impennata verso l’alto della forza relativa rispetto all’indice FTSE MIB.
Infatti, mentre quest’ultimo continuava la sua discesa, Ferrari riprendeva a salire, segnale questo di vigore supportato anche dall’esplosione dei volumi nella seduta del 7 Maggio che hanno raggiunto un valore triplo rispetto alla media degli ultimi 30 giorni.

In questo momento il titolo si sta riportato a ridosso dei massimi storici in area 129,4€, dove molto probabilmente si formerà una fase di congestione con la presenza di candele con un range piccolo che denoterebbero una riduzione della volatilità oppure un ritracciamento da cui poi ripartire.

Si può optare per un ingresso long al superamento di 129,4€, preferibilmente accompagnato da  un’esplosione dei volumi, con stop al di sotto dell’eventuale congestione oppure in area 121,97€ corrispondente al precedente minimo relativo.
I più prudenti possono attendere , dopo l’avvenuta rottura del suddetto livello con considerevole aumento degli scambi, l’eventuale pull back sull’ormai ex resistenza e quindi prendere posizione al ritorno sul massimo della barra di breakout.
Naturalmente questa ipotesi potrebbe non verificarsi, in tal caso si consiglia di attendere il successivo momento di pausa dei corsi.

Inserire lo stop al di sotto del livello più basso raggiunto dal ritracciamento, mentre per il target attuare una strategia di trailing profit in quanto saremmo oltre i massimi di sempre quindi senza ulteriori resistenze all’orizzonte.

Dato che siamo di fronte a una resistenza importante potrebbe avvenire un respingimento dei prezzi, in tal caso effettuare una vendita short alla rottura di 121,97€ con stop appena sopra 129,4, target a 113,45€ e poi in area 100€.
Ricordiamoci però che in questo caso non siamo di fronte a un’inversione di tendenza, infatti ciò avverrebbe con il superamento al ribasso della trendline rialzista, meglio se preceduta da una divergenza con l’indicatore RSI e un massimo relativo inferiore al precedente.

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2 - Commenti

Gianguido Negri

Gianguido Negri - 21 maggio 17:02 Rispondi

Gianmarco Bini

Gianmarco Bini - 22 maggio 09:44 Rispondi