FCA - Peogeut: l’accordo c’è ma si attende l’ufficialità

    • Oggi dovrebbe arrivare l’annuncio ufficiale di Fca-Psa;
    • Fca-Psa: 50 miliardi di gruppo e quarto polo automobilistico;
    • Attenzione al 12% del capitale in mano allo stato francese;
    • Possibili 5 miliardi di dividendo strordinario per Fca;
    • Possibile vendita di Faurecia per Psa, che ne detiene il 46%.

Adesso ci siamo: dopo che a giugno dalle parti di Fca si spingeva per l’accordo con Renault e fu lo stato francese a far saltare l’accordo per via del mancato coinvolgimento di Nissan (alleata ventennale del colosso francese), sembra che la fusione con Peugeot sia ormai cosa fatta.

E’ il Wall Street Journal a lanciare l’indiscrezione dopo il via libera dei consigli di amministrazione di Psa e poi in tarda sera di Fiat Chrysler ed Exor, con trattative nate lo scorso luglio dopo il fallimento della precedente trattativa con Renault,
Il gruppo Fca-Psa dovrebbe raggiungere una capitalizzazione da 50 miliardi di dollari creando il quarto polo automobilistico mondiale.
Il nuovo gruppo sarà quotato a Milano, New York e Parigi con sede legale e fiscale ad Amsterdam, sedi operative in Francia per le vetture piu’ comuni, in Italia per le vetture di lusso e in America per i marchi Jeep e Ram. Il consiglio di amministrazione sarà composto da 11 membri (6 Psa e 5 Fca) con Carlos Tavares amministratore delegato basato a Parigi e John Elkann presidente. La società sarà paritetica, 50% Fca e 50% Psa; Fca potrebbe distribuire cinque miliardi di euro di dividendi straordinari, mentre allo studio di Psa c’è la vendita del 46% detenuto nella società di componentistica Faurecia.

Un elemento da non sottovalutare è la partecipazione in Peugeot dello stato francese che detiene una partecipazione del 12%. Già in passato si è visto come le partecipazioni statali in Francia non siano propriamente passive (si veda la vicenda Finacantieri, oppure l’episodio Fca-Reneault) ma abbaino fatto naufragare molteplici accordi. Tuttavia, sembrerebbe che Macron sia favorevole all’operazione.

L’accordo tra Psa e Fca sembra essere decollato anche per il fattore management: infatti Psa puo’ contare su management di alta qualità poiché Tavares ha un solido track record dopo l’acquisto e la rinascita di Opel in due anni ed anche la presenza cinese (Dongfeng) nel capitale di Psa risulta meno problematica ad esempio della presenza giapponese (Nissan) in Renault.
Le indiscrezioni di martedi’, seguite dalle conferme di ieri hanno avuto conseguenze positive per i titoli in borsa: Peugeot ha segnato un rialzo del 4.5%, Fca invece è salita del 9.5%, infine Exor che detiene il 29% del capitale di Fca è salita del 4.6%; dall’altro lato Faurecia di cui Psa detiene il 46% ha perso ieri quasi il 6% sulle news che la segnalano come vittima sacrificale nell’accordo con Fca.
Il governo italiano con il ministro dell’economia Gualtieri ha preferito non rilasciare dichiarazioni limitandosi a dire che controllerà quello che accadrà sul mercato con la priorità di mantenere i livelli occupazionali attuali o addirittura migliorarli. Il clima sembra tuttavia costruttivo e positivo anche da lato Italia.

In conclusione è opportuno notare come da qualche anno a questa parte la tendenza nel settore automobilistico sia quello di aggregare grandi società per creare gruppi e sinergie cosi’ da poter abbattere i costi guadagnando ampie quote di mercato.
Per il gruppo Peugeot si tratta di un’inaspettata rinascita dopo che nel 2012 con Citroen era vicino al fallimento, salvata dall’ attivismo dell’allora ministro Arnaud Montebourg, dall’intervento dello Stato e dal passo indietro chiesto alla famiglia Peugeot. Due anni dopo l’ arrivo di Tavares l’azienda si prepara ad entrare nel quarto gruppo automobilistico mondiale.

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