ENI acquisizione da 4,5 miliardi di dollari

Eni ha chiuso il contratto, del valore di 4,5 miliardi di dollari, con l'americana ExxonMobil  per rilevare gli asset in Norvegia.

L’accordo permetterà di consolidare la presenza della società italiana in un’altra regione leader per la produzione oil&gas, insieme a Egitto ed Emirati Arabi, dove il colosso petrolifero italiano ha annunciato solo qualche giorno fa un piano di investimenti al 2022 da 2,5 miliardi di dollari (4,7 miliardi in tutta la penisola arabica).

ExxonMobil , qualche settimana fa, aveva confermato di essere in trattativa esclusiva con Eni, finalmente è arrivata l’ufficialità della vendita.

L'operazione è stata condotta dal gruppo italiano attraverso Var Energi, detenuta da Eni con una quota del 69,6% e dal fondo di private equity HitecVision al 30,4%, già tra i maggiori produttori offshore della Norvegia.

Con oltre 300mila barili al giorno di petrolio e gas, il doppio di quanto produce attualmente (il dato del 2018, l'ultimo disponibile, era di 134mila barili giornalieri), Vår Energi diventa ora il secondo gruppo nel Paese scandinavo dietro alla statale Equinor.

L’operazione sarebbe tra le più rilevanti di sempre del gruppo di San Donato Milanese.

Dal punto di vista della produzione di petrolio e gas, varrà 350mila barili al giorno nel 2023, di cui 220mila di competenza Eni.

La compagnia petrolifera italiana, espandendosi oltre il Medio Oriente, sta quindi attuando una diversificazione geografica e di rischio.

Con questi presupposti il traguardo dei 2 milioni di barili di petrolio equivalente al giorno potrebbe così essere raggiunto nel 2021.

Lo scorso mese c’erano già state buone notizie per Eni, con la scoperta di un enorme giacimento di gas nel Delta del Niger, e nel relativo articolo segnalavo un target al rialzo di 14,48 euro che è stato raggiunto.

Sul grafico giornaliero attuale i prezzi sono in un trend positivo iniziato con il breakout di area 13,45 euro e della trendline discendente, avvenuto il 29 agosto.

In questi giorni sta avvenendo una fase di ritracciamento da cui i corsi potrebbero riprendere slancio, anche se dobbiamo tenere presente che siamo in una fase discendente di medio periodo, iniziata nell’aprile di quest’anno.

I prezzi, infatti, sono già stati respinti dall’area 14,88-14,94 euro, solo il superamento di questo livello permetterebbe al titolo di formare un minimo relativo più alto e quindi, a indurre a pensare a un’inversione di medio periodo.

Le strategie strategie possibili sono:

Long:
Ingresso: breakout 14,59 euro
Stop: 13,72 euro

1° Target: area 14,88 euro, 2° target: 15,35 euro
Short:
Ingresso: breakout 13,72 euro
Stop: 14,59 euro

1° Target: area 13,44 euro, 2° target: 12,92 euro

---

Il fallimento di Thomas Cook si poteve prevedere?

Scoprilo nell'articolo QUI

---

0 - Commenti