Cosa sono la "Black list" e la "Grey list" della Consob

In questo articolo continueremo nel percorso intrapreso nelle scorse settimane, finalizzato alla conoscenza di  tutti gli elementi che ci possono essere utili per una scelta oculata delle azioni su cui investire le nostre risorse.

Dopo aver trattato gli argomenti “Internal dealing” per il mercato italiano e “Insider” relativo al listino USA, parleremo ora  di alcune informazioni messe a disposizione dalla Consob, l’organo di vigilanza della Borsa Italiana.

Non tutti sanno che tra le pubblicazioni della Consob, ci sono la “Black list” e la “Grey list”, che purtroppo non sono adeguatamente pubblicizzate e sono anche difficoltose da individuare.

Ma cosa sono queste due liste che personalmente ritengo importanti da consultare prima di ogni scelta di investimento?

Innanzitutto diciamo che entrambe evidenziano quali sono le aziende che presentano delle difficoltà economiche e patrimoniali.

Ma analizziamole in dettaglio.

Nella “Grey list” sono elencate tutte le società, quotate sul listino italiano, soggette a verifiche da parte della Consob stessa.

In particolare vengono inserite le aziende che hanno ricevuto dalla società di revisione un giudizio positivo sul bilancio, ma rilievi sulla continuità aziendale, quindi devono essere monitorate.

La “Grey List” include quindi tutte le società che non hanno gravi problemi ma hanno l’obbligo di integrare l'informativa societaria con rendicontazioni contabili periodiche.

Tutte le società che presentano problemi più seri vengono inserite invece nella “Black list”.

In questa lista si entra quando la società di revisione esprime un’opinione negativa, o non esprime alcuna opinione sul bilancio annuale della società e non ritiene garantita la continuità aziendale.

Le aziende inserite nella “Black list” sono tenute a fornire mensilmente informazioni aggiornate sulla situazione finanziaria.

Ci sono tre modalità per uscire dalla “Balck list”:

1) quando la società di revisione torna a esprimere un parere positivo sul bilancio dell’azienda;
2)  in caso di uscita dal listino di Piazza Affari (delisting);
3) in caso di fallimento o messa in liquidazione.

Consultare queste liste, almeno una volta al mese, ci permette di conoscere il grado di rischio delle società in modo da evitare di investire e fare trading su azioni che potrebbero arrivare al default.

Quindi gli investitori più prudenti dovrebbero stare alla larga dalle aziende presenti in questi elenchi, mentre i più aggressivi potrebbero trarre vantaggio da queste informazioni, se utilizzate nel modo opportuno.

Dove troviamo queste indicazioni?

Come abbiamo detto in precedenza sul sito della Consob  questi dati non sono facilmente accessibili.

E’ necessario selezionare in basso a sinistra “La Consob e le sue attività”, poi nel menu in alto “Soggetti e mercati” e a sinistra, nel dettaglio delle ricerche rapide, in fondo “società quotate” e “obblighi di informativa periodica”.

 

4 - Commenti

pietro vecchi

pietro vecchi - 12 luglio 09:45 Rispondi

Gianmarco Bini

Gianmarco Bini - 12 luglio 12:31 Rispondi

Gianmarco Bini

Gianmarco Bini - 12 luglio 13:08 Rispondi

Silvano Zanin

Silvano Zanin - 12 luglio 20:24 Rispondi