Come sarà il decennio 2020/2029 sulle borse?

Nel marzo 2009 le borse di tutto il mondo terminavano la loro caduta devastante. Lo S&P500 realizzò l’ormai mitico 666 in una drammatica sequenza di ribassi che sembrava non avere fine dopo il fallimento di Lehman Brothers. Ma cosa è successo da allora? Quali sono le performance che hanno raccolto le principali asset class in questi 10 anni? Cerchiamo di rispondere al quesito in questo articolo.

Cominciamo dal perdente di questa decade che chissà, potrebbe diventare il vincente della prossima. Sto parlando delle commodities, asset tipicamente decorrelata dall’andamento di bond ed equities come questi ultimi due lustri hanno confermato.

Se prendiamo ad esempio un indice di commodity ben diversificato come il Bloomberg Commodity Index vedremo che rispetto ai valori di fine 2009 i prezzi delle materie prime risultano più bassi di oltre il 35%. Più o meno la stessa performance negativa è quella del CRB Index dove l’energia è decisamente più pesata in termini percentuale.  Su base decennale non ci sono quindi dubbi che le commodity escono con le ossa rotte. 

Non è la performance decennale peggiore (quella fu toccata nel 2015 con -45%), ma siamo comunque in un contesto di debolezza simile a quelle dei primi anni ’90 quando la performance decennale toccò il - 25%.
Dal peggiore passiamo adesso al migliore. L’indice azionario Msci World Free chiude l’anno scavallando la performance del +100%, un livello che dobbiamo tornare al 2000 per vederlo battuto su base decennale. Nel pieno della bolla speculativa di internet venne toccata una performance decennale del 164%.

L’altro vincitore di questa decade è stato certamente il mercato obbligazionario. L’indice Barclays Global Aggregate in $ ha realizzato un rotondo +50% a favore di chi ha messo i suoi soldi nell’investimento obbligazionario mondiale. La compressione dei tassi delle banche centrali ha favorito i possessori di reddito fisso.

Abbastanza semplice mettere a terra la performance decennale di un portafoglio bilanciato 50% bond e 50% equity mondiale. Il 75% è un risultato eccezionale difficilmente ripetibile nella prossima decade.
Se per le materie prime è abbastanza difficile fare delle stime se non pensando ad una classica fase di mean reversion, per azionario ed obbligazionario si può pensare di fare delle valutazioni di aspettative con una buona dose di attendibilità.

Il più semplice di tutti da valutare appare il mercato obbligazionario. Un mercato che tendenzialmente vede nei suoi rendimenti di mercato attuali i rendimenti attesi per i prossimi anni.  Con una duration di 7 questo indice offre attualmente un rendimento a scadenza di poco inferiore al 1.5%.  Non considerando l’effetto cambio e tenendo conto che la scadenza media ponderata di un ETF che investe nell’indice e di poco inferiore ai 9 anni, possiamo concludere che in un contesto normale questo è il rendimento medio nominale annuo che può attendersi un investitore  che decide di mettere qui i suoi soldi per la prossima decade. Al netto dell’inflazione rimarrà ben poco.

Per quello che riguarda l’azionario un buon metro di misura può invece essere quello di utilizzare l’indice di rapporto tra prezzo ed utili CAPE, invertire numeratore e denominatore e quindi ottenere un earning yield che per la natura stessa del CAPE di Shiller può fornire una stima di rendimento annuo reale della prossima decade.

Attualmente il CAPE dell’indice Msci World All Country è pari a 24 (fonte Star Capital) e questo ci dice che un rendimento reale annuo atteso del 4/4.5% nei prossimi 10 anni di mercato azionario globale appare un’ipotesi ragionevole. 

Buon 2020 a tutti.

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