CNHI: spin off rimandato, guerra commerciale e dati negativi

Dopo una prima parte di settembre estremamante positiva per il colosso dei veicoli industriali e commerciali, CNHI sta ritracciando pesantemente negli ultimi giorni di mercato: da venerdi’ scorso ad oggi il titolo ha infatti perso piu’ dell’ 9% (di cui il 3.7% solamente stamattina) con un prezzo che si attesta a 9.17 euro per azione.

Gli operatori di borsa avevano scommesso pesantemente su uno spin off di Iveco (parte di CNH) con uno dei due colossi asiatici Tata o Geely pronti a rilevarla. L’operazione avrebbe avuto un ottimo riscontro sia in termini di sinergie che di espansione del business fuori dall’Europa.

Inoltre nello scorporo sarebbe stata coinvolta anche l’unità Powertrain (la divisione che produce motori per i mezzi pesanti). Il totale dello spin off avrebbe portato secondo le stime 5 miliardi di euro di valore.
Tuttavia, secondo gli analisti di banca Akroos, lo spin off delle attività "On Highway" (veicoli commerciali e Powertrain) e "Off-Highway" (agricoltura, edilizia e veicoli speciali) previsto dal piano industriale 2020-2024 dovrebbe essere completato all'inizio del 2021. Quindi rappresenterà un catalyst tra circa 16 mesi, scontarlo adesso come ha fatto il mercato a settebre (dopo la presentazione del piano industriale) sembra troppo affrettato.

Inoltre vi sono dubbi sulla reale attuazione del piano industriale che prevede forti guadagni di quote di mercato in tutte le attività: tra cui una crescita del 7% annuo per i ricavi della divisione construction equipment sembra troppo ambiziosa (considerando anche il downturn del mercato di riferimento) con un livello di Ebit che dal 3% del 2018 dovrebbe triplicare passando al 9% nel 2024. Aggressive sono anche le previsioni di ristrutturazione e semplificazione che prevedono un miglioramento dei margini di 1.1 miliardi di dollari in 5 anni.
Il piano risulta al di sopra del consenso degli analisti considerando sopratutto il momento storico in cui la fase di espansione decennale è attualmente minacciata da una guerra commerciale in cui i settori industriali sono storicamente tra i piu’ colpiti.

Dobbiamo considerare che il business dell’ agglomerato CNH è internazionale con ampie quote di mercati sia in US che in Cina (soprattutto sulla parte agricola) in una società con sede legale in Europa, quindi potrebbe subire un molteplice danno con l’applicazione di ulteriori dazi.

Gli analisti di Banca Akroos hanno tagliato il target price da 13.5 (valore ottenuto con il metodo “somma delle parti” che pero’ si basa sullo spin off) a 11 prediligendo il metodo dei comparables (ovvero confrontando la società con i multipli delle concorrenti) e portato la raccomandazione sul titolo da Accumulate a Neutral.

Inoltre i dati pubblicati stamattina da ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association) mostrano come in Europa il mercato dei veicoli commerciali di media e grossa taglia sia sotto pressione (per i primi si registra un calo rispettivamente del 24% e del 18% annualizzato nei mesi di Luglio ed Agosto, mentre per i veicoli di grossa taglia il calo è del 25% a Luglio e del 21% ad Agosto).

A livello sia di momentum che di analisi tecnica il titolo sembra improntato in maniera negativa dopo aver rotto al ribasso sia il livello 9.53 che il supporto in area 9.27  potrebbe accelerare fino a 9.14 se continuasse il newsflow negativo.

Il 6 Novembre CNHI presenterà i ricavi per il terzo trimestre 2019, fino ad allora o a nuove comunicazioni societarie non sembra un titolo su cui puntare.

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