Cucinelli: quando alcuni analisti sbagliano ripetutamente

    • Risultati preliminari anno 2019 sopra le stime con un incremento dei ricavi del 9.9% (8.6% a cambi costanti)
    • Crescita considerevole in tutti i settori (negozi mono marca e non)e mercati
    • Nonostante una performance invidiabile c’è chi scommette al ribasso da 3 anni
    • Margini, elevati, basso debito, alta visibilità con attenzione per i dipendenti hanno creato una storia di successo
    • Multipli elevati non è sinonimo di overpricing, ma in questo caso, di risultati solidi

Come ormai di consueto Brunello Cucinelli sovraperforma nel comparto Mid Cap: i risultati preliminari (pubblicati il 07/01/2019) mostrano come i ricavi siano in crescita del 9.9% (8.6% a ambi costanti) attestandosi a 607.8 milioni (rispetto a 530 milioni dello scorso anno).

Migliorano le vendite in Europa (+12,9%), Nord America (+8,9%), Cina (+14,7%) e Resto del Mondo (+12,3%) con un trend positivo anche per i canali distributivi: retail (+14,6%), monomarca wholesale 8+7,7%) e multimarca wholesale (+4,1%).
L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 si attesta in 30 milioni circa, mentre gli investimenti a sostegno del brand sono pari a circa 53 milioni. L’approvazione definitiva dei dati relativi al 2019 verrà effettuata nel Cda previsto l’ 11 marzo prossimo.

Il titolo dalla pubblicazione dei risultati ha segnato un incremento di circa il 10% arrivando alla quotazione di 35.12 euro per azione e in trend nel lungo periodo per attaccare i massimi di 38.25 segnati a inizio marzo 2018. Brunello è un’azienda da considerarsi molto solida sia in termini di cash flow generation che di margine (Ebitda 28%), che di indebitamento pressochè nullo.

In questo contesto è rilevante sottolineare che gli analisti a volte sbagliano.
Esemplare è il caso dell’analista di Soc Gen Antoine Riou che da ormai 3 anni (Gennaio 2017) nei sui report valuta Brunello come una società da vendere, mantenendo un target price per cosi’ dire conservativo se non penalizzante basti pensare che prima dei risultati della settimana scorsa aveva previsto un target di 25 euro per azione.

La sua motivazione è la valuation troppo elevata del titolo rispetto ai peers ma credo sia importante sottolineare che fino ad ora i numeri hanno smentito la sua tesi in maniera inconfutabile.
Tutte le aziende del comparto lusso: basti pensare ad Hermes, Moncler, Kering, Lvmh, Ferrari (seppur differenti per capitalizzazione)  hanno valutazioni elevate ma il motivo è la solidità di bilancio che invoglia gli investitori a comprarle.

Oltre ad essere tra le aziende piu’ difensive nel settore del lusso grazie ad un target di clienti consolidato, l’azienda ha saputo creare un’ immagine di sé molto positiva: il fondatore Brunello Cucinelli ha coniato una nuova idea di lavoro “capitalismo umanistico” ( che gli vale il titolo di “imprenditore illuminato) dove la cura per il dipendente favorita da iniziative specialmente finalizzate ad incrementarne la cultura ha fatto scuola alle grandi aziende mondiali.

 

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