Bitcoin: segnali positivi sul lungo periodo

Bitcoin, trend ribassista ma segnali positivi sul lungo periodo

La storia si ripete, il Bitcoin ha dato l’ennesima prova della sua imprevedibilità di criptovaluta con una volatilità misurata in decine di miliardi di dollari bruciati in pochi giorni. Dopo la rottura di vari supporti importanti quando tornerà a crescere? E di quanto? Risposte precise non ne abbiamo, le crypto non si lasciano svelare. Ma possiamo presumere che il futuro significherà ripresa per il BTC. A dirlo, ed è un indicatore attendibile, è il suo hashrate, cui si aggiungono altri segnali.

Le origini del flash crash della criptovaluta BTC

Per prima cosa come mai Bitcoin ha subito un crollo così massivo? Capirlo è importante perché la rimozione delle cause del trend ribassista della valuta digitale rappresenterà verosimilmente un’inversione di rotta.
Il flop dell’emissione di futures Bakkt su Bitcoin al Nyse iniziata una settimana fa ha certo la sua dose di responsabilità. La prima seduta ha chiuso con un volume di negoziazioni complessive di contratti daily e monthly inferiore a 100 unità.
Diversa la situazione del volume dei più rodati futures sulla criptovaluta al CME, dove le transazioni hanno scambi importanti. Combinazione, all’approssimarsi della scadenza dei contratti, 3 volte su 4 il BTC entra in un trend bearish. A metterlo in luce è uno studio degli analisti di Arcane Research, che hanno esaminato i grafici dei prezzi dal gennaio dello scorso anno fino ad agosto.
Il 23 settembre è intervenuto un altro fattore negativo per il Bitcoin: il crollo repentino – e misterioso – dell’hashrate. Ogni trader sa che il legame del suo valore con il prezzo della moneta binaria è stretto e importantissimo. In questo caso le stime hanno indicato una riduzione del 40% dell’attività di mining, portando la potenza del network da 101 EH/s a 57 EH/s. La notizia può aver avuto un impatto psicologico notevole sugli investitori, non abituati a questa drastica riduzione dell’emissione di BTC. Ad ogni modo dopo sole 24 ore la rete aveva già recuperato buona parte della potenza perduta.
Di minore impatto la news sulla prossima tassazione del Bitcoin e delle altre valute digitali da parte della Russia, che comunque non renderà certo felici i traders. Notizie fosche anche dall’Uzbekistan e dal Kirghizistan. Nel primo l’elettricità per il mining dovrebbe essere tassata, su proposta del governo, del 300%. Nel secondo sono al vaglio 2 opzioni, tassazione sul reddito o sul mining.

Bitcoin, le buone notizie per il futuro
La ripresa dopo il crollo dell’hashrate del Bitcoin è stata rapida e imponente. Al momento la potenza della rete ha recuperato e toccato persino una punta di 108 EH/s fra il 28 e il 29. Poi un nuovo calo, per quanto nemmeno paragonabile a quello di pochi giorni prima. Più che un crollo sembra ora una fluttuazione dovuta forse a ragione tecniche: test su nuovi ASIC, update in qualche farm, traslochi di macchinari. Lo confermerebbe l’ennesima impennata della potenza del network delle ultime ore.
Quel che è certo è che l’interesse dei miners sembra solido, solidissimo, e se lo è significa che anche il BTC lo è.
Interesse, per ora a livello di rumours, anche da parte della banca centrale del Venezuela verso Bitcoin ed Ether. La notizia, pubblicata da Bloomberg, contiene riferimenti alle pressioni esercitate sull’istituto di credito da parte della compagnia petrolifera statale, che tenta così di facilitare i pagamenti da parte dei propri acquirenti. (Ultimamente, lo ricordiamo, il Venezuela sta subendo sanzioni da parte degli USA).
Altro dato positivo e di primo piano riguarda la dominance indiscutibile della criptovaluta sulle altre. Il trend negativo del Bitcoin ha portato al prevedibile effetto traino sulle altre valute digitali, quindi nessun’altra ha intaccato il primato di BTC e quest’ultimo sembra davvero impermeabile alle minacce dal basso.
Le sole a non seguire il corso bearish sono state le stable coin. Tether, USD Coin e altcoin minori hanno avuto performance globalmente controtendenza, in particolare le prime 2. Tether, la più importante, ha mantenuto la sua capitalizzazione e si trova ora al quarto posto dopo BTC, XRP ed ETH. Anche questa è una buona notizia per la madre di tutte le valute digitali. La ricerca di un porto sicuro durante il crollo flash indica infatti che il mercato delle criptovalute convince ancora nonostante la crisi, e passata la tempesta gli acquisti riprenderanno.

Conclusioni
Il Bitcoin nel corso degli ultimi anni ha raggiunto un market cap che lo rende sempre interessante e credibile nonostante i cedimenti importanti che non di rado segnano il suo corso. Del resto è redditizio anche adesso: le posizioni short selling guidate da entrate e uscite al momento più opportuno sono un’ottima fonte di guadagno. Ben pochi asset, al di fuori del market delle criptovalute, garantiscono margini di profitto paragonabili, ovviamente quando si azzecca il trend.
Per il futuro l’ipotesi più prevedibile per il BTC è appunto un rialzo, forse preceduto da una fase laterale e forse no. A essere fermamente convinto che valga davvero la pena tenerlo nel wallet è anche il CEO di Morgan Creek Capital Management, Mark Yusko.
Yusko ha una solida esperienza nel settore degli hedge fund, vale a dire che di finanza rischiosa se ne intende. In un’intervista ha dichiarato esplicitamente di adottare una strategia cassettista, più esattamente di acquistarlo ma non rivenderlo. Per spiegare il perché ha fatto notare come gli indicatori relativi alle transazioni e al network diano segnali positivi.
La criptovaluta Bitcoin, inoltre, quest’anno ha festeggiato i 10 anni di vita. Troppi davvero per considerarla un fenomeno passeggero.

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