Bitcoin Cash e Bitcoin SV: meglio di BTC

Bitcoin Cash e Bitcoin SV, trend migliore di BTC
L’andamento di Bitcoin Cash e Bitcoin SV nello scorso week-end si è mostrato più positivo di quello del Bitcoin e delle altre criptovalute a maggiore market cap. Ambedue hanno avuto un rialzo superiore al 5%, ossia quasi il doppio di BTC. Su base settimanale, la seconda ha registrato un’ancora più deciso segno positivo, con un aumento di valore superiore al 9% rispetto a 7 giorni prima. Queste altcoin risultano fra le più correlate in assoluto con la criptovaluta numero uno; in questo caso ne hanno amplificato il trend positivo.

Cosa sono Bitcoin Cash e Bitcoin SV

Come ogni trader sa ambedue le valute binarie sono nate da un hard fork. Sia Bitcoin Cash che Bitcoin SV rimangono comunque estremamente affini al Bitcoin da cui si sono separate, in particolare la prima. Bitcoin Cash è stata creata il 1° agosto 2017 da un hard fork diretto con il cosiddetto oro digitale, appellativo che nessuna delle sue 2 eredi ha mai seriamente insidiato.

Scopo della creazione di un nuovo token era risolvere l’enorme problema di scalabilità di BTC, che rende le sue transazioni lentissime e costose. Per questo la nuova blockchain aveva, inizialmente, blocchi di dimensioni 8 volte maggiore rispetto a quelli della blockchain di Bitcoin, ovvero di 8 megabite. In seguito i blocchi sono stati portati a 32 megabite. Al momento del lancio della nuova rete, i possessori di BTC avevano ricevuto un analogo ammontare di BCH, cosa che certo ha contribuito all’interesse sulla nuova criptovaluta.
In breve la sorella minore di Bitcoin ha raggiunto una capitalizzazione notevole, diventando il terzo token più importante. Poi c’è stato un ridimensionamento, al momento è in quinta posizione con un market cap di poco superiore ai 4 miliardi di dollari. Diversamente da BTC si è deprezzata rispetto a un anno fa. Comunque osservando i grafici da giugno 2019 si nota una più decisa correlazione con la valuta digitale numero uno.

Bitcoin Cash e Bitcoin SV sono criptovalute poco meno che gemelle. Se la prima è nata da un hard fork con Bitcoin, la seconda è stata lanciata il 15 novembre 2018 con l’hard fork da BCH, che ha generato anche la meno fortunata Bitcoin ABC. BSV invece è attualmente in nona posizione nella classifica delle criptovalute principali, con una capitalizzazione di poco più di un miliardo di dollari. La più alta scalabilità è la principale differenza con Bitcoin Cash. I blocchi della chain su cui circola sono infatti di 128 megabite. Questo rende le transazioni molto rapide ed economiche. Come nel caso di BCH, anche BSV negli ultimi tempi mostra una correlazione crescente con il token numero uno.

Nonostante la maggiore efficienza dei rispettivi network, Bitcoin Cash e Bitcoin SV hanno i loro oppositori. Le critiche riguardano la sicurezza delle chains. Blocchi grandi infatti significano la necessità di un’enorme potenza di calcolo, raggiungibile solo da sistemi di elaborazione che i piccoli miners non possiedono. La conseguenza potrebbe potenzialmente essere la perdita di decentralizzazione che caratterizza la blockchain di Bitcoin e che è alla base della sua sicurezza.

Di fatto, in un settore dove le truffe e il pump and dump rappresentano assieme alle attenzioni della SEC i problemi principali, non sembra che Bitcoin Cash e Bitcoin SV siano vulnerabili ai rischi della centralizzazione più di altre criptovalute. Difatti l’estrazione di nuovi token in generale è diventata più centralizzata, dominata dalle mining farms, dal cloud minings e dalle mining pools.
In compenso queste 2 altcoin si sono ritagliate un loro ruolo, che pare essere quello di consentire un ribilanciamento dei portafogli interno al mercato delle criptovalute. Come le altre altcoin non esisterebbero senza il Bitcoin, ma, grazie anche alla convenienza delle transazioni e al prezzo ben inferiore a quello di BTC, per diversificare gli investimenti nel settore crypto sono ideali. I movimenti degli ultimi giorni infatti fanno pensare a scambi interni al mercato, come del resto sta avvenendo in tutto il settore in quest’ultimo periodo, che dopo il crollo flash di settembre appare in sostanza in fase laterale.

Ad ogni modo Bitcoin Cash e Bitcoin SV non sono soltanto questo. A dimostrarlo c’è per esempio l’esistenza di un importante evento con location australiana tutto dedicato al BCH. Stiamo parlando del Bitcoin Cash City Conference, che ha avuto luogo il 4 e 5 settembre scorso nel North Queensland, esattamente nella città di Townsville. Scopo del raduno, che ha attirato molti dei principali attori del mondo crypto, è stato di mostrare e discutere al contempo la fattibilità di un sistema di pagamento elettronico globale basato su Bitcoin Cash. Nel corso delle 2 giornate il tema è stato affrontato nelle sue diverse sfaccettature, mentre intanto BCH veniva usato per molti pagamenti reali, inclusi quelli di taxi ed hotel. Il successo della conferenza ha mostrato come una criptovaluta possa affermarsi su larga scala nel sistema economico e finanziario reale. Certo, si tratta di un assaggio, ma un assaggio promettente per tutti i sostenitori delle valute binarie.

Conclusioni

I trends di Bitcoin Cash e Bitcoin SV se analizzati su time frames di lungo orizzonte mostrano una correlazione quasi perfetta con il Bitcoin; ma su base giornaliera e settimanale si evidenziano com’è logico divergenze, oppure andamenti dello stesso segno però più o meno marcati di quello di BTC.
Ambedue le condizioni possono rivelarsi vantaggiose. Nel lungo periodo, la correlazione può essere sfruttata per esposizioni meno onerose di quelle su BTC, sapendo che i profitti/perdite ricalcheranno con una certa precisione quelli che si avrebbero avuto aprendo posizioni sul token numero uno. Nel trading di breve periodo, le differenze possono risultare idonee a strategie buy-sell con altre criptovalute a trend divergente, incluso BTC.

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