Azioni ENI: siamo a contatto con una forte resistenza

Negli ultimi giorni Eni ha rafforzato la presenza in due zone strategiche.

Da un lato, si è aggiudicata una nuova licenza di esplorazione e produzione al largo delle acque del Ghana, Paese dove Eni è presente dal 2009 con altre infrastrutture.

Dall’altro lato, Eni ha avviato la produzione in un’area situata al largo delle coste del Messico.

In quest’ultimo sito la produzione non è ancora a pieno regime in quanto  inizierà solo nei primi mesi del 2021, quando sarà installata una struttura galleggiante di produzione e stoccaggio, ma già nella fase attuale questa notizia ribadisce il ruolo chiave di Eni nel Paese.

La società petrolifera italiana è stata la prima compagnia internazionale ad avviare la produzione nel Paese centroamericano dopo la fine del monopolio, nel 2013, della messicana Pemex.

L’andamento in borsa  degli ultimi tre anni è stato positivo, infatti Eni, dopo aver fatto registrare un minimo a 10,95€, a Maggio del 2018 ha raggiunto il massimo a 16,89€ con un guadagno del 54%.

Questa salita è stata caratterizzata da una volatilità bassa, caratteristica che contraddistingue il colosso del petrolio, gas ed elettricità.

Nel medio termine, grafico settimanale, possiamo dire di trovarci di fronte a un trend negativo, anche se, allargando l’orizzonte temporale, si nota un ampio canale laterale, all’interno del quale i prezzi oscillano tra area 13,39€ e il massimo degli ultimi 4 anni a quota 16,89€.

Da un punto di vista operativo, su questo time frame, si evidenzia la formazione di un doppio minimo sulla parte bassa del canale appena citato.

L’area di 13,30€ è stata battuta più volte in passato, quindi potrebbe rivelarsi un supporto molto importante.

In ottica long, il pattern del doppio minimo si completerebbe solo al superamento della zona di 16€, massimo fatto registrare a inizio Aprile di quest’anno.

Il primo target dovrebbe essere posto a 16,89€ mentre il secondo a 17,24€. Immettere lo stop loss a 13,39€.

Al ribasso, attendere la rottura decisa di 13,39€, stop a 16€, primo obiettivo in area 12,93€ e quindi in zona 12,18€.

Negli ultimi due mesi si è sviluppato un forte rally rialzista (grafico giornaliero), innescato dal bullish engulfing completato il 3 Giugno scorso.

Tale conformazione si è oltretutto formata in zona di ipervenduto segnalata dall’indicatore RSI, avvenuta alla fine di un trend negativo iniziato ad Aprile del 2019.

Dopo la rottura della trendline discendente avvenuta all’inizio di Giugno, Eni ha raggiunto abbastanza rapidamente il massimo a 14,78€.

Da questo livello si è formata, nel mese di Luglio, una fase di congestione con candele piccole, in cui il titolo si sta riavvicinando alla resistenza.

Entrare long in caso di breakout, supportato dai volumi, di area 14,78€, inserendo lo stop sulla parte bassa a quota 14,40€.

Il target più vicino si trova a 15€ in corrispondenza della chiusura del gap down verificatosi il 6 Maggio scorso, quindi nella fascia tra 15,86€ e 16€.

Considerare l’opzione short alla rottura al ribasso di 14,40€, inserendo lo stop appena al di sopra di 14,78€.

Gli obiettivi per i ribassisti sono individuabili prima a 13,78€ e quindi a 13,39€.

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